Cronaca Italia

Coronavirus, presidi: “Ritorno a scuola a settembre? Chi ci dà le mascherine?”

ROMA – “La scuola non è una fabbrica”, dice Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi che spera di poter tornare a scuola a settembre, ma in tal caso, non può fare a meno di chiedersi chi fornirà le mascherine alle scuole italiane, sino ad oggi sprovviste anche di carta igienica. 

“Non sono a favore di un rientro graduale: a scuola o si torna o no”, dice all’Ansa Giannelli spiegando che il distanziamento in classe è “impossibile” e che servono 3 miliardi di euro per i contratti e l’edilizia. 

“Gli operai possono lavorare con le mascherine – osserva – i ragazzi non possono farlo. Le mascherine poi costano, chi paga? Se ci saranno le condizioni si torna tutti, altrimenti si continua con la didattica a distanza”.

Né tanto meno per Giannelli è praticabile la lezione seguita in presenza da alcuni e a distanza da altri studenti. “Se bisogna raddoppiare il numero di ore bisogna raddoppiare il numero di docenti. Tutti poi prenderebbero sul serio solo la lezione in presenza. Infine, anche con metà degli alunni, si creano assembramenti: a scuola il distanziamento non si può tenere, è impossibile. Insomma, o la scuola si riapre in piena sicurezza o non si riapre”.

Quanto alla cifra di tre miliardi, circolata in queste ore, che servirebbe per la scuola, i presidente dell’Anp spiega: “Tre miliardi servono per il rinnovo contrattuale degli stipendi del personale della scuola, su cui io concordo pienamente, ma finché perdura l’emergenza, sarà difficile occuparsene. Servono sicuramente investimenti per adeguare, oltre agli stipendi, le infrastrutture scolastiche e le connessioni alla rete: questo è il momento ideale per intervenire, ora che che non ci sono alunni”.

Sulla fine dell’anno scolastico dice: “Io spererei si potesse tornare in classe anche solo per qualche giorno, avrebbe un valore simbolico, ma saranno i medici a dire cosa è meglio fare. Sulle valutazioni, il ministero dell’Istruzione ha già chiarito che si deve procedere, bisogna valutare a distanza, i docenti devono farlo”. (Fonte: Ansa).

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Daniela Lauria