ROMA, 14 APR – Niente stop per i processi per concussione in corso, come quello a carico di Silvio Berlusconi per la vicenda Ruby, se diventassero legge le norme contenute nella bozza del ministro della Giustizia che hanno ridisegnato il reato: potranno andare avanti, anche se il funzionario pubblico che opera la pressione ''rischiera' una pena minore'' di quella prevista oggi. A spiegare i possibili effetti della disposizione che ha scisso in due il reato di concussione, punendo in maniera meno grave la condotta del pubblico ufficiale che induce un'altra persona a darle o a prometterle denaro o altra utilita'- diventata un reato a se stante (l'indebita induzione a dare o promettere utilita') – e' il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi, che apprezza soprattutto un aspetto del progetto di riforma Severino: ''rende piu' agevole l'espulsione dei corrotti dalla vita istituzionale'', grazie alla norma che prevede l'interdizione perpetua dai pubblici uffici dei corrotti condannati a pene pari o superiori a 3 anni.
Non ci sara' dunque bisogno di ripartire da zero per i processi di concussione in corso, anche se la condotta e' quella descritta dalla norma sull'indebita induzione a dare o promettere utilita' : "la mia personale opinione è che la nuova fattispecie di reato copre completamente la vecchia ipotesi di concussione per induzione; cosicché questi processi continueranno, con la sola variante che la pena prevista sarà minore: dai 3 agli 8 anni". Diverso il discorso, sempre per i processi in corso, per la persona che subisce le pressioni del pubblico ufficiale, che con le nuove norme da "vittima incolpevole" diventa a sua volta responsabile di reato.Si' perche' con la bozza Severino la vecchia concussione per induzione diventa di fatto ''un reato di corruzione in cui e' punito tanto il pubblico ufficiale che induce a dare denaro o altra utilita', quanto la persona che accetta di subire la pressione''; persona che nei processi in corso – sottolinea Rossi- resterà comunque ''non punibile perché la nuova norma incriminatrice non può avere effetti retroattivi".
La bozza Severino interviene anche sulle pene dei reati contro la pubblica amministrazione,innalzandole per corruzione e concussione, ma la norma piu' significativa per il pm romano e' quella che prevede l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per i corrotti :'' al di la' dell'entita' delle pene conta che i corrotti o chi si appropria di denaro pubblico siano, una volta condannati, messi fuori dal gioco istituzionale e economico. E non possano piu' rientrare in circolazione come purtroppo e' avvenuto per molti condannati negli ultimi due decenni''. Per il magistrato sono ''apprezzabili'' anche le nuove figure di reati ''dirette a colpire forme insidiose di corruzione'': ''il traffico di influenze illecite, che punisce chiunque in forza delle sue relazioni con agenti pubblici opera come intermediario della corruzione, e la corruzione tra privati che riscrive la vecchia norma della infedelta' patrimoniale prevista dal codice civile''.
