ROMA, 5 APR – Lancia l'allarme, il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, sulla capacita' di infiltrazione delle mafie straniere tramite la corruzione, utilizzata come 'metodo' per avvicinare rappresentanti delle istituzioni.
''Le mafie straniere presenti in Italia – ha detto Lupo parlando nell'aula magna della suprema corte alla presentazione di un libro sulla criminalita' organizzata straniera – trovano alimento nei rapporti con esponenti delle istituzioni e quindi nella corruzione, utilizzata come strumento di infiltrazione in nuovi territori e nuovi mercati''. Questa constatazione, ha spiegato Lupo dicendo di ''condividerla'', si sviluppa nel libro del maresciallo dei carabinieri Fabio Iadeluca, alla cui presentazione sono intervenuti, oltre a Lupo, anche il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, il sostituto procuratore generale della Cassazione, Vincenzo Geraci e il presidente della corte d'appello di Roma, Giorgio Santacroce.
Lupo ha detto di essere ''scioccato dall'elenco delle mafie straniere studiate nel libro di Iadeluca per la loro presenza nel nostro territorio''. Si tratta di ben nove 'etnie' criminali: gli albanesi, che costituiscono la presenza piu' ramificata e pericolosa; i nigeriani; i cinesi; i russi; i bulgari; i turchi; i romeni; i colombiani; i nordafricani.
''Questo libro – ha concluso Lupo – aiuta nella lotta contro le mafie straniere, che prosperano in Italia ma la conoscenza di questo fenomeno non deve far dimenticare che, anche nei confronti della delinquenza straniera, serve equivalenza nel rapporto tra il reato commesso e la sanzione inflitta''.
