ROMA – Due funzionari del Comune di Roma, un imprenditore e un vigile sono finiti in manette per corruzione. La Guardia di Finanza li ha arrestati lunedì 2 marzo nell’ambito dell‘inchiesta anti corruzione in corso nella Capitale, la cosiddetta operazione Vitruvio, che ha già portato a numerosi arresti dall’inizio dell’anno.
A condurre le indagini è il pm Erminio Amelio che, l’8 gennaio scorso, aveva ordinato altre 28 misure cautelari, notificate a costruttori e funzionari pubblici, nei Municipi di Roma Nord. Gli inquirenti parlano di presunti accordi tra imprenditori e funzionari municipali, per creare un monopolio di ditte privilegiate a cui assegnare appalti pubblici. Un sistema presumibilmente foraggiato a suon di tangenti, che funzionerebbe secondo quello che gli investigatori definiscono un “prezziario” variabile a seconda delle commesse manovrate.
Nell’ordinanza, firmata dal gip Anna Maria Gavoni, si parla di
“fenomeno di corruttela radicato all’interno degli uffici tecnici del Comune e destinato ad espandersi ove non debitamente interrotto”.
Si pagava inizialmente per ottenere le dovute autorizzazioni e nelle fasi successive, quando i tecnici dell’ispettorato edilizio dei Municipi effettuavano i controlli nei cantieri e omettevano, si ipotizza dietro compenso, di contestare gli abusi.
“Dalle intercettazioni – scrive il gip – si desume che, se lasciati in libertà, gli indagati possano adoperarsi per avvisare complici e favoreggiatori, predisponendo testimonianze di comodo o l’allontanamento di soggetti identificabili”.