VENEZIA, 26 SET – Sono in marcia in centinaia, su Dolo stamane per dire no al progetto della nuova mega area-commerciale ''Veneto City'', che nei prossimi anni dovrebbe ricoprire con un milione 600mila metri cubi di asfalto e cemento – tra negozi, centri commerciali, alberghi e servizi – un'area rurale di 750mila metri quadrati tra Padova e Venezia. Il progetto ha un valore stimato in 2 miliardi di euro.
Carovane di auto e pullman organizzate da Confesercenti, Confederazione italiana agricoltori, Legambiente e comitati cittadini stanno confluendo da Padova, Mestre e Treviso, mentre delegazioni dovrebbero giungere dalle altre province della regione.
''Quella che si vuole costruire – spiega Nicola Rossi, presidente di Confesercenti Padova, tra i portavoce della protesta – e' una vera e propria citta', un mostro di cemento che distruggera' ancora territorio e portera' alla morte il piccolo commercio nelle aree limitrofe. Non si creera' 'nuovo' business, perche' quel fatturato sara' sottratto ad altre strutture esistenti''.
Da qui a 10 anni, secondo il progetto presentato dalla spa Veneto City, presieduta dall'architetto padovano Luigi Endrizzi, nella campagna tra i comuni di Dolo e Pianiga dovrebbero sorgere uffici, negozi, centri commerciali, alberghi e, forse, il polo unico degli ospedali di Dolo e Mirano. Di Veneto City si parla dal 1997, anno di costituzione della spa. L'accelerazione si e' avuta pero' nel giugno scorso, con la firma dell'accordo di programma tra Regione, Provincia di Venezia, Comuni di Dolo e Pianiga. Alle due amministrazioni locali verranno corrisposti 1,8 e 1,2 milioni di euro per opere di compensazione.
