TARANTO 28 MAG ''Male non far – TARANTO, 28 MAG – ''Male non fare, paura non
avere''. Lo ripete quasi come un mantra per tranquillizzarsi
Cosima Misseri, l'ultima a finire in carcere di una famiglia i
cui componenti sono stati uno alla volta risucchiati dietro le
sbarre per l'omicidio Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana
uccisa lo scorso agosto. Dopo il marito Michele, zio di Sarah, e
la figlia Sabrina, cugina e migliore amica della ragazza, Cosima
e' stata arrestata giovedi' scorso con l'accusa di concorso
nell'omicidio e soppressione di cadavere. L'unica della famiglia
a restare fuori da questo intreccio ancora poco chiaro di
parenti e di morte e' l'altra figlia, Valentina, che vive a
Roma.
L'avvocato Franco De Jaco, che difende Cosima e che oggi ha
avuto un colloquio di circa un'ora con lei nel carcere di
Taranto, racconta di una donna che ''ha superato lo choc
iniziale dell'arresto'' e che ''adesso è più tranquilla e
attende di poter parlare con i giudici''. Cosima sara' ascoltata
dai magistrati lunedi' prossimo per l'interrogatorio di
garanzia. Nello stesso giorno sara' ascoltata anche Sabrina nei
cui confronti e' stato emesso un nuovo provvedimento
restrittivo. E' a lei, secondo il legale, che e' sempre rivolto
il pensiero di Cosima che e' stata rinchiusa in una cella che
dista pochi metri da quella della figlia. ''La signora Cosima –
racconta il legale – manifesta preoccupazione solo perchè ancora
non si vuole credere all'innocenza della figlia. Per il resto
saranno le carte a parlare, gli atti che andremo a mettere in
campo per confutare l'ordinanza di custodia cautelare''. La
signora Cosima Misseri, dice ancora De Jaco, è consapevole di
essere conoscitrice di una verità, la sua verità, che ritiene
non confutabile''. ''Lei – ha osservato – ha vissuto un incubo
per 15 giorni, gli ultimi due poi con la consapevolezza che
volevano arrestarla ed era il desiderio di tutta la gente.
L'incubo è diventato realtàed ha cessato di essere un incubo''.
Nei prossimi giorni, probabilmente l'8 giugno, dovrebbe
essere ascoltato nuovamente, nell'ambito di indagini difensive,
anche Michele Misseri. Il contadino di Avetrana ha cambiato
sette volte la sue versione dell'accaduto: si e' inizialmente
autoaccusato dell'omicidio facendo anche ritrovare il cadavere
nascosto in un pozzo, ma poi si e' trasformato nel principale
accusatore della figlia Sabrina, indicandola come unica
responsabile. I magistrati sono convinti che Sabrina avrebbe
ucciso Sarah per gelosia, perche' entrambe innamorate di un loro
amico, Ivano.
