ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO), 26 GEN – Nuove panne assorbenti e di contenimento vengono piazzate intorno al relitto della nave Concordia ma le poche notizie positive, che da 13 giorni si cercano sull'Isola del Giglio, oggi arrivano proprio sul fronte dell'inquinamento. La paura non e' passata: le analisi dell'Arpat, pero', dicono che ''le sostanze che al momento si ritiene costituiscano la principale fonte di un potenziale grave inquinamento, tensioattivi e idrocarburi, risultano inferiori ai limiti di rilevabilita' in tutti i punti di campionamento effettuati martedi' 24 gennaio''.
Un bel respiro di sollievo per chi e' costretto a combattere contro il tempo sapendo, come ha detto il Capo della protezione civile e Commissario per l'emergenza, Franco Gabrielli, bisogna ''fare presto e bene'', perche' ancora le variabili sono molte.
Prima fra tutte l'operazione per rimuovere le 2.400 tonnellate di gasolio contenute nei serbatoi di quella che pochi giorni fa era uno degli orgogli dell'Italia e ora e' una specie di ''mostro'' con il quale gli abitanti del Giglio rischiano di dover convivere per molti mesi ancora.
Una consapevolezza che e' anche del Governo, come ricorda il ministro per l'Ambiente Corrado Clini convinto che ''occorra anche recuperare il danno d'immagine'' che l'Italia ha subito a livello internazionale. La riuscita delle operazioni di messa in sicurezza e di salvaguardia ambientale potrebbero dare una spinta positiva in questo senso, e dall'Unione europea sono arrivati 6 esperti per monitorare il lavoro. Quello per lo svuotamento del carburante potrebbe cominciare anche prima di sabato, forse gia' domani pomeriggio. E all'immagine pensa anche il sindaco Sergio Ortelli che vede la voglia di tornare alla normalita' tra i suoi cittadini, ''ma ancora non c'e' la necessaria serenita''', mentre dopo i dati dell'Arpat ha qualche timore in meno sul futuro del turismo estivo.
Si pensa all'ambiente ma non si fermano le ricerche dei dispersi: ancora 16 persone mancano all'appello. Si muovono, tra mille difficolta', i sommozzatori all'interno del relitto. Anche oggi nessun corpo e' stato trovato, mentre e' stata identificata ufficialmente un'altra una cittadina tedesca, Gabriele Grube. Delle 16 vittime, 14 sono cosi' state identificate mentre il numero dei dispersi scende a 18, compresi due corpi recuperati ma ancora senza nome.
Gabrielli, che ieri aveva usato la parola ''miracolo'' parlando di eventuali superstiti, oggi spiega che occorre ''cominciare a entrare nella consapevolezza che in queste condizioni speranze di vita non ce ne sono''. Le ricerche continuano e per non lasciare niente al caso sono a lavoro anche tre unita' navali che scandagliano il fondale intorno al Giglio per assicurarsi che il mare non stia trattenendo qualche corpo. Un mare che ieri ha restituito una chitarra elettrica, di cui ora si cerca il proprietario, trovata spiaggiata a un miglio di distanza dalla Concordia. Sara' invece ''lungo e complesso'' il lavoro del procuratore della Repubblica Francesco Verusio, titolare dell'inchiesta, che oggi ha voluto verificare di persona la situazione e al Giglio ha incontrato anche i familiari delle persone ancora disperse. Loro continuano a sperare ma sanno bene che presto l'opera dei soccorritori si fermera'. A quel punto, per loro, la speranza sara' solo quella di riavere almeno il corpo dei propri congiunti.
