GROSSETO, 17 GEN – ''Un lavoro pazzesco'', l'ha definito il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi che presiede l'Unita' di crisi allestita dopo il naufragio della nave Concordia. Quattro giorni di controlli incrociati, affidati a un team composto da personale di prefettura, protezione civile e guardia costiera, verificando e riscontrando l'elenco dei 4232 imbarcati fornito da Costa Crociere, con la lista ottenuta identificando i naufraghi a Porto S.Stefano, i dati pervenuti da ambasciate, ospedali, alberghi che hanno ospitato tanti dei salvati dal disastro, e i nominativi di chi e' stato portato via in elicottero.
Tutto per arrivare stamani a fare il primo comunicato stampa sulle persone ''non rintracciate al momento'' – 29, numero che in poche ore e' sceso a 28, per sette diverse nazionalita' – mentre in serata la prefettura ha anche diffuso i nominativi dei dispersi. Tra questi gli italiani ''Dintrono Maria, Girolamo Giuseppe, membro equipaggio, Trecarichi Maria Grazia, Virzi' Luisa Antonia, Arlotti Dayana, Arlotti Williams''.
Riguardo al numero proprio nel pomeriggio c'e' stato il caso di un passeggero tedesco: risultava nella lista, ma e' stato rintracciato a casa in Germania da Costa crociere. Cosi' si e' scesi a 28. C'e' poi la questione delle sei corpi recuperati dalla nave tra ieri e oggi: l'Unita' di crisi ha spiegato in una nota che la vittima trovata ieri si deve conteggiare tra quelli che mancano all'appello, solo che manca ancora l'identificazione – quella ufficiale, dovrebbe trattarsi di un tedesco – e quindi il numero rimane 28. Discorso analogo per i cinque cadaveri recuperati oggi.
Del resto lo stesso prefetto, ancora stamani, aveva detto che, rispetto ai numeri dati, ''un possibile scostamento a scendere ci potrebbe essere''. ''La speranza – aveva aggiunto – e' che anche a distanza di qualche giorno possa esserci qualcuno che sbarcato a Porto Santo Stefano se ne sia andato'' senza che si riuscisse a identificarlo. ''Ci sono state gia' situazioni di questo genere, ci sono stati varie persone rintracciate''.
Cosi' come ci sono stati anche errori nelle trascrizioni dei nomi. ''Abbiamo dovuto identificare oltre 4mila persone che erano prive di documenti, stressate'' e la gran parte dei passeggeri era straniera, ''basta un a che diventa e': grande mano l'hanno data ''le ambasciate ci hanno aiutati con i nominativi esatti''. Il prefetto aveva tenuto anche a precisare di non aver mai fornito numeri ''ballerini'': ''Io ho dato due indicazioni, quanti erano gli imbarcati e le persone che avevamo identificato'', con un dato, a sabato sera scorso, di 41 persone che mancavano all'appello. Il lavoro, ''accurato'' e' proseguito e si e' arrivati ai 28, e i controlli non si fermano.
Tra gli altri nominativi dei dispersi resi noti figurano i tedeschi Bauer Elisabeth, Ganz Christina Mathi, Ganz Norbert Josef, Goergens Gertrud, Grube Gabriele, Hoer Egon, Neth Margarethe, Schall Inge, Stumpf Siglinde, Werp Brunhild, Werp Josef, Galle Horst, Schroeter Margrit; i francesi Blemand Michael, Gannard Jeanne, Gregoire Pierre, Litzler Mylene; l'ungherese Feher Sandor, membro equipaggio cosi' come l'indiano Rebello Russel Terence e la peruviana Soriamolina Erika Fani. Infine ci sono due statunitensi: Heil Barbara ed Heil Gerald.