ROMA – Naufragio, disastro e omicidio colposo. Sono questi i tre reati ipotizzati, al momento, nell’inchiesta aperta dal procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio sull’incidente della nave da crociera Costa Concordia (guarda le foto). Tre morti, due feriti gravi, decine i dispersi per un incidente che ancora non ha una spiegazione certa. Per il momento non ci sono ancora indagati, ”dobbiamo verificare chi era al comando della nave, dove si trovava il comandante e capire le cause”, spiega il procuratore.
Intanto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in stretto raccordo con il comando generale della Capitaneria di Porto, ha avviato un’indagine ministeriale per accertare le dinamiche, le cause ed eventuali responsabilità dell’affondamento della Costa Concordia.
Per ora quello che si sa è che la Costa Concordia stava seguendo una ”rotta sbagliata, non doveva trovarsi nel punto dove ha impattato lo scoglio”. Così ha risposto all’Ansa una fonte vicina all’inchiesta tecnica avviata per chiarire le cause dell’ incidente ”Se questo sia avvenuto per un errore umano, per un guasto ai dispositivi di bordo o per la concomitanza di entrambe le cause – ha detto la stessa fonte – dovrà essere accertato dalle indagini appena avviate”.
Nella prima segnalazione fatta alla Capitaneria di Porto è stato riferito che la nave ”imbarcava acqua”. L’equipaggio ha probabilmente immaginato, in un primo momento, di poter gestire l’emergenza. Quando ciò è parso impossibile, il comandante ha ordinato di cambiare rotta e di dirigere verso l’Isola del Giglio. Proprio l’avvicinamento alla terraferma, – secondo molti soccorritori – ha impedito che l’incidente avesse conseguenze ancor più tragiche e che la nave si inabissasse
Il comandante Francesco Schettino ha spiegato:Â ”Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi”.
La compagnia si difende: “Le procedure di sicurezza previste in questi casi sono state eseguite nei tempi corretti”. Lo dice il direttore generale della Costa Crociere Gianni Onorato. E “corretta” è stata anche “la decisione del comandante di evacuare la nave Concordia quando ha ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza”.
“La repentina” inclinazione della nave, ha aggiunto Onorato, “ha reso complicate le procedure di evacuazione”. Secondo le informazioni della Compagnia, inoltre, i tempi di evacuazione “sono quelli previsti dalle norme e sono stati rispettati dal comandante” che, tra l’altro, è l’unico che in quel momento può prendere decisioni sui tempi e noi dobbiamo rispettarle. “Quando saremo certi che tutti gli ospiti e i membri dell’equipaggio saranno assistiti e sistemati avvieremo un’indagine approfondita per capire i motivi del tragico incidente e soprattutto far sì che la tragedia non avvenga mai più”, ha concluso.
A bordo della Costa Concordia, in base all’ultimo dato fornito dall’armatore, erano imbarcati in 4234, di cui 52 bambini tra 0 e 6 anni.
