GROSSETO – Alle 23,30, quando la Costa Concordia imbarca acqua tanto da essere inclinata su un fianco, quando l’evacuazione è iniziata tra il panico generale e la Guardia Costiera è già allertata, la Costa Crociere chiama gli uomini della manutenzione. L’armatore ha già ricevuto le telefonate del comandante Schettino. “C’è una piccola falla”, dicono agli uomini incaricati della manutenzione. “Forse si dovrà fermare, potrebbe esserci qualche danno allo scafo, c’è da capire come si può ripararla”. Questo è il tenore dello scambio quando in realtà c’è solo da dichiarare il Mayday e a bordo ci sono già dei cadaveri.
A ricevere la telefonata è Paolo Cappucciati, a capo dell’azienda Ilma che si occupa di riparare imbarcazioni anche se di taglio ben più piccolo della Concordia. Di quella manutenzione ovviamente non s’è fatto nulla. Cappucciati oggi dice: “Il comandante ha mentito alla sua compagnia, su questo non c’è alcun dubbio. Dalla nave sono giunte informazioni false o sbagliate”.