ROMA – Al processo per il crac della Cirio, il pm ha chiesto la condanna a 15 anni di reclusione per Sergio Cragnotti e a 8 anni per Cesare Geronzi.
Il pubblico ministero Gustavo De Marinis ha chiesto anche le condanne di Giampiero Fiorani, ex presidente della Banca Popolare di Lodi, a 6 anni di reclusione, del genero di Cragnotti, Filippo Fucile, a 12 anni, dei figli Elisabetta e Andrea, a 8 anni, di Massimo, a 6 anni, e della moglie Flora Pizzichemi, a 6 anni.
L’accusa ha chiesto anche la condanna di Antonio Nottola, ex dirigente della Banca di Roma, a 8 anni di reclusione.
Il processo ha riguardato numerosi episodi di reato, il principale dei quali è la bancarotta.
In totale l’accusa ha chiesto la condanna di 31 imputati, per un totale di 221 anni, e di una società. Per tutti gli imputati, ad eccezione di Michele Casella, è stata sollecitata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e l’inabilitazione all’esercizio di una impresa commerciale ed incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di dieci.
La società citata dal pm è Dianthus Spa per la quale è stata formulata la richiesta di una sanzione pecuniaria nella misura di 300 quote.
Le altre richieste di condanne riguardano: a 8 anni per Riccardo Bianchini Riccardi, Ernesto Chiacchierini, Alfredo Gaetani, Paolo Nicolini, Ettore Quadrani, Vittorio Romano, Francesco Scornajenchi; a 6 anni per Emma Benedetti, Tomaso Farini, Mauro Luis Pontes Pinto E Silva, Grazia Scartaccini, Lucio Velo, Gianluca Marini, Annunziato Scordo, Francesco Maria Matrone, Francesco Sommaruga Angelo Fanti, Pietro Celestini Locati, Remo Martinelli, Giovanni Benevento e Ambrogio Sfrondini; a 4 anni per Michele Casella.
Gli imputati sono in gran parte dirigenti delle società del Gruppo Cirio, all’epoca dei fatti (2003), funzionari di banca e collaboratori di Cragnotti. Al termine della prescrizione il pm ha definito prescritto il reato di truffa che riguarda tre indagati. Si tratta di Sebastiano Baudo, Angelo Brizzi e Alberto Giovannini. Il processo si sta celebrando davanti ai giudici della I sezione penale del Tribunale di Roma.