NAPOLI – Un nuovo capitolo di indagine si aggiunge all’inchiesta sul crac finanziario della Deiulemar, azienda armatoriale leader in Europa per il trasporto merci. Martedì mattina la procura ha disposto il sequestro di beni per 40 milioni di euro: tesori nascosti nei paradisi fiscali, dividendi per 261 milioni di euro incassati grazie all’interposizione di società in Portogallo, Lussemburgo e Irlanda, e un buco di bilancio da quasi un miliardo di euro. Il maxi sequestro “per equivalente” riguarda disponibilità bancarie e beni immobili appartenenti ai soci fondatori del noto gruppo armatoriale facente capo alle famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo.
I sequestri eseguiti si inseriscono nell’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata sul crack della Deiulemar Compagnia di Navigazione spa relativa dall’emissione di obbligazioni extrabilancio per oltre 800 milioni di euro. Lo scorso luglio furono eseguite nove misure cautelari personali nei confronti di altrettanti membri delle famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo: 5 finirono in carcere e 4 agli arresti domiciliari. Allora furono anche sequestrati dieci imbarcazioni del valore complessivo di circa 291 milioni di euro e il complesso alberghiero “Sakura”, di Torre del Greco, sempre nel Napoletano, del valore di circa 28 milioni di euro.
Nell’ambito di un’attività di verifica fiscale compiuta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli gli investigatori avrebbero accertato che i dividendi prodotti dalla Deiulemar Shipping spa venivano fatti confluire, attraverso più passaggi, in varie società estere – Lussemburgo, Irlanda e Portogallo – facenti capo a trust costituiti in cosiddetti paradisi fiscali, riconducibili ai membri di ciascuna delle citate famiglie, i quali hanno così beneficiato dal 2005 al 2008 della occulta percezione di complessivi 216 milioni di euro.
Nei confronti delle persone fisiche risultate essere soci effettivi della società verificata sono stati contestati, a seconda dei casi, i reati di dichiarazione infedele e di truffa aggravata ai danni dello Stato. Le imposte evase constatate dalla Guardia di Finanza di Napoli ammontano complessivamente a oltre 33,5 milioni di euro. Altri 6,5 milioni di euro circa di imposte evase, in relazione ai quali pure si è proceduto ai sequestri preventivi per equivalente di oggi sono frutto di un precedente accertamento della Direzione Regionale delle Entrate per la Campania nei confronti dei stessi soci fondatori del gruppo Deiulemar..
Il sequestro per equivalente è stato eseguito dalla GdF in esecuzione di un decreto emesso dal Gip del Tribunale di Roma in relazione a un’ingente evasione fiscale internazionale accertata attraverso una verifica fiscale nei confronti di una delle società del Gruppo, la Deiulemar Shipping spa, ora in fallimento. I dividendi, per un ammontare di circa 216 milioni di euro, sono stati occultamente percepiti dal 2005 al 2008 dai soci effettivi attraverso la fittizia interposizione di società estere.
Figurano anche prestigiosi immobili di Napoli e Capri tra quelli oggi sequestrati “in equivalente” dai finanzieri del comando provinciale di Napoli ai soci fondatori del gruppo armatoriale Deiulemar di Torre Del Greco. Tra questi spiccano un prestigioso fabbricato di via Crispi 125, a Napoli; un lussuoso immobile in via Piccola Marina a Capri, e diverse unità immobiliari di elevato valore a Torre del Greco, dislocate nelle principali vie dello shopping.
