CAGLIARI – Un 'buco' da 26 milioni di euro, dei quali 7 di stipendi non pagati ai dipendenti, 4 di Iva evasa e 9 rivendicati da Equitalia. E' questa la ''voragine'' che ha ingoiato il call center cagliaritano Video On Line 2 (Vol 2), dichiarato fallito il 23 dicembre 2010, e che ha portato in carcere l'ex giornalista Antonangelo Liori (gia' indagato nell'inchiesta romana Agile-Eutelia), il fratello Sebastiano e il commercialista ligure Claudio Marcello Massa.
A loro e ad altri cinque imputati minori il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Cagliari, Giorgio Altieri, e il pubblico ministero Andrea Massidda contestano il reato di bancarotta per distrazione e documentale. Ad inchiodare i titolari di Vol 2, i documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza durante una verifica fiscale. Nelle mani degli inquirenti, come e' trapelato dal palazzo di giustizia cagliaritano, a differenza di quanto accadde nell'indagine Agile-Eutelia sono rimaste cosi' le prove documentali dell'azione di svuotamento della societa' ad opera dei fratelli Liori e di Massa.
A convincere i magistrati ad emettere le ordinanze di custodia cautelare in carcere, il rischio della reiterazione del reato. Secondo il pubblico ministero c'era la possibilita' che gli indagati ripetessero l'operazione fatta con Vol 2 ai danni di altre societa', mettendo in atto procedure ben collaudate mediante le quali trasferivano i fondi della societa' ''vittima'' ad altre aziende di loro proprieta'. Antonangelo e Sebastiano Liori sono stati rinchiusi nel carcere ''Buoncammino'' di Cagliari, Massa a Milano. L'ex giornalista, come aveva fatto in precedenti occasioni, avrebbe portato in cella i vocabolari di latino e greco per dedicarsi alla traduzione di testi classici.
