TRIESTE – La crisi ha messo in ginocchio anche la carità cristiana? Stando a quello che succede in una chiesa di Trieste sembrerebbe proprio di sì. Un parroco ha deciso infatti di “razionalizzare” i suoi atti di carità verso i fedeli. A dare la notizia è Il Piccolo che cita il cartello esposto sul portone della Beata Vergine del Rosario: “A causa della scarsità di fondi siamo in grado di aiutare solamente i nostri parrocchiani”. Tradotto “niente forestieri grazie”.
Il sacerdote, Stefano Canonico, però si giustifica così: “La richiesta di aiuto da parte di cittadini stranieri è cresciuta in maniera esponenziale. Chiunque, prima dà da mangiare ai propri figli e poi, se ne ha la possibilità, apre le porte anche agli altri”.
La Chiesa dedicata alla Madonna del Rosario, come riportato nel sito della Diocesi di Trieste, conta 538 parrocchiani. Molti difendono l’iniziativa di don Canonico e si schierano a fianco del loro parroco. “Ha ragione – sottolinea Elsa Perotti, parrocchiana sempre presente – gli stranieri devono mettersi in fila dietro ai triestini e a chi frequenta questa chiesa. Se resta qualche cosa la si può dare anche a loro”.
Nel difendere la sua decisione don Canonico riferisce certe circostanze. “Abbiamo pagato biglietti di viaggio a una famiglia dell’Est che ci ha chiesto un aiuto per a tornare a casa – ricorda – per poi venire a sapere che hanno fatto il giro di tutte le parrocchie ricevendo contributi senza usare quei soldi per ritornare in patria”. E a fronte di certi spiacevoli episodi il parroco spiega: “Il Vangelo dice di essere buoni, non sprovveduti”.
Ogni mercoledì, giornata che la parrocchia della Beata Vergine del Rosario dedica alla distribuzione di aiuti, davanti alla canonica di via dei Rettori si raduna un vero e proprio esercito di bisognosi. “Ci è capitato – assicura il religioso – anche di stranieri che hanno rifiutato di venir aiutati con borse della spesa piene di generi alimentari. Pretendevano solo aiuti in denaro”.
A chi ha mosso delle critiche don Canonico rivolge quindi un invito: “Chi non è d’accordo venga a dirmelo in faccia – sostiene – e chi non condivide la decisione sostenendo che gli aiuti vadano ampliati a tutti si metta le mani in tasca e partecipi attivamente”.