Crisi. Lavoratori Fincantieri invadono aula della Regione Marche, sospesa la seduta

La seduta dell’Assemblea legislativa delle Marche è stata sospesa, poco dopo l’inizio, per l’arrivo in aula dei lavoratori della Fincantieri giunti sino alla sede della Regione al termine di corteo per le vie cittadine. I manifestanti sono entrati in aula e hanno esposto uno striscione e alcune bandiere (cosa non consentita dai regolamenti consiliari) della Fiom e dell’Anpi, rumoreggiando.

 Il presidente Vittoriano Solazzi li ha salutati, ha espresso la vicinanza dell’intera assemblea alle loro difficoltà (lo stabilimento di Ancona ha 250 lavoratori in cassa integrazione e prospettive incerte per il futuro), ma li ha pregati di consentire al consiglio di proseguire i lavori, mentre si organizzava un incontro tra una loro delegazione e l’assessore Marco Luchetti.

Dai manifestanti però sono scattati fischi e parole pesanti. “A voi vi pagano, io non posso neanche fare la spesa – si è ribellato uno degli operai – e poi siamo noi che vi paghiamo”. Qualcun altro ha dato degli “impagliati” e “imbalsamati” a consilgieri e assessori. A quel punto Raffaele Bucciarelli (Federazione della Sinistra) ha proposto una sospensione dei lavori per far incontrare una delegazione del consiglio regionale con le Rsu. “Basta con le false promesse – ha commentato Guido Santacroce della Fiom, rappresentante dei lavoratori dell’indotto -.  La Fincantieri sta chiudendo e nessuno dice niente. Fincantieri sta facendo la stessa fine dell’Antonio Merloni”.

Prima di entrare in aula i manifestanti – all’iniziativa partecipano anche le altre sigle sindacali Fim-Cisl e Uilm-Uil – si erano raccolti davanti alla sede dell’Assemblea e avevano lanciato un fumogeno, ma non c’erano stati altri incidenti.

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