NAPOLI, 26 OTT – ''Vogliono fare a pezzi la Croce Rossa Italiana e licenziare piu' di 2000 persone''. E quanto si denuncia in una nota congiunta firmata dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fps, Uil Pa, Sinadi, Fialp Cisal, Usb e Ugl Intesa.
''Abbiamo preso visione della bozza di un decreto legislativo con la quale si trasformano i comitati provinciali e locali della Croce Rossa in associazioni di diritto privato e conseguentemente si riduce la struttura al solo Comitato Centrale e a quelli regionali. L'intero provvedimento – si legge nella nota – è strumentalmente motivato con la riduzione del debito ma non è in grado di disegnare un servizio che garantisca almeno le stesse prestazioni oggi erogate. Non è una riforma ma una operazione ragionieristica fatta in massima parte sulla pelle della cittadinanza dei lavoratori e delle lavoratrici''.
Secondo quanto denunciano i sindacati ''si prevede che i dipendenti a tempo indeterminato in servizio presso gli attuali comitati locali e provinciali possano o rimanere con un contratto privato, oppure, se non riescono a ricollocarsi in altre pubbliche amministrazioni, messi nelle liste di mobilità e poi licenziati''.
''E' evidente – si afferma nel comunicato – che questa previsione è del tutto irrealistica e ai confini con l'insulto all'intelligenza dei lavoratori. Si prevede il licenziamento per tutti i lavoratori precari alla scadenza del loro contratto di lavoro. Parliamo di persone che svolgono la loro attività , di rinnovo in rinnovo,da anni e , alcuni da decenni. Bel modo di guarire il malato, uccidendo quelli che lo tengono in vita''.
''Siamo pronti a discutere – concludono i sindacati – sia la riforma che il risanamento e per questo chiediamo urgentemente un incontro con il governo, ma decisamente contrari ad un progetto che non migliora la funzionalità del servizio reso ai cittadini e che riduce i lavoratori e le lavoratrici a numeretti su una calcolatrice''.
