VITERBO, 19 APR – Quattro condanne, per complessivi 3 anni e 6 mesi di reclusione, sono state chieste dal Pm Paola Conti al termine della sua requisitoria contro gli imputati per il crollo di un'ala del museo civico di Viterbo, quella che ospitava la pinacoteca, avvenuto il 25 maggio 2005.
In particolare, il pm ha chiesto un anno per il dirigente del settore Lavori pubblici del comune Paolo Izzi e per l'architetto Ferdinando Contessa. Nove mesi ciascuno sono stati invece chiesti per i geometri Simone Morucci e Fabio Pizzi. Secondo l'accusa, gli imputati sarebbero responsabili di aver sottovalutato le fessure che si erano aperte sulle mura del museo, sia sul lato sinistro sia su quello destro.
Ha poi ricordato che alle continue richieste d'intervento della direttrice, allarmata per l'allargamento delle crepe, hanno risposto con lavori di piccola manutenzione, come stappare i water o cambiare i rubinetti dei bagni. Ad avviso del pubblico ministero gli imputati avrebbero omesso di sottoporre l'edificio, ricostruito dopo la seconda guerra mondiale con materiali di recupero, ai continui monitoraggi che un edificio del genere richiede. Da qui la richiesta di condanna.
Nel crollo rimasero feriti leggermente un bambino e la nonna che stavano passeggiando in una strada laterale. Ma se fosse avvenuto qualche minuto piu' tardi avrebbe provocato una strage. Era infatti in programma l'inaugurazione di una mostra con decine di invitati, che fu ritardata per attendere l'arrivo di un assessore. L'udienza e' stata aggiornata al 16 maggio per gli interventi della difesa.
