E’ Edmondo Bruti Liberati, il pm che ha guidato l’Associazione nazionale magistrati in uno dei periodi più duri dello scontro tra politica e giustizia, il nuovo procuratore di Milano. Esponente di spicco di Magistratura democratica (la corrente di sinistra delle toghe), ĆØ stato nominato con 21 voti su 25 dal plenum del Csm, con il sƬ anche dei laici del Pdl. Succede a Manlio Minale, che dal 21 giugno assumerĆ le funzioni di procuratore generale di Milano.
Attualmente aggiunto alla procura di Milano, cioĆ© “vice” di Minale, Bruti ĆØ a capo del pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione e ha avuto la meglio su Ferdinando Pomarici, il pm del processo Abu Omar, che era il candidato di minoranza proposto dai togati del Movimento per la Giustizia e che ha ottenuto anche il voto del togato di Magistratura Indipendente Giulio Romano.
Tutti gli altri gruppi hanno invece sostenuto Bruti, che ha ricevuto anche i voti del vice presidente del Csm Nicola Mancino, del primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e del procuratore generale della Suprema Corte Vitaliano Esposito. Originario di Ripatransore (Ascoli Piceno), il neo procuratore ha 65 anni, ĆØ in magistratura dal 1970,e ha sempre lavorato negli uffici giudiziari del capoluogo lombardo, dove ĆØ stato giudice penale, magistrato di sorveglianza, sostituto procuratore, sostituto pg e infine dal 2006 procuratore aggiunto.
Nipote dell’ex procuratore generale Adolfo Beria D’ Argentine, in procura ha guidato anche il dipartimento specializzato nei reati societari e tributari, seguendo da questo ruolo inchieste, come quella sulla scalata di Antonveneta e Bnl e più recentemente quella sulla societĆ di Mariella Burani. Consigliere del Csm dall’81 all’86, negli anni segnati dallo scontro con l’allora presidente della Repubblica, Ć© stato anche componente dell’Olaf (l’ufficio europeo antifrodi) ed ĆØconsiderato tra i massimi esperti in materia di ordinamento giudiziario.
