GENOVA – Un intervento di angioplastica per migliorare le condizioni dei malati di sclerosi. Il metodo Zamboni si basa su questo principio. Ma è un metodo attualmente vietato dal ministero. La cura però viene applicata in maniera semiclandestina all’ospedale San Martino di Genova. Al Secolo XIX un paziente racconta come è andato l’intervento e i benefici ottenuti. L’uomo, a sua volta medico, dice di aver effettuato l’operazione grazie alla complicità di alcuni medici.
Federico Derchi spiega: “Ho telefonato a un mio amico cardiologo e gli ho chiesto se ci fossero dei rischi. Lui mi ha risposto di no e allora mi decisi”. E ora? “Certo, non posso fare l’Olimpiade, ma il senso di stanchezza è passato, non ho più problemi di incontinenza urinaria e la mano sinistra riesco a chiuderla. La malattia, quella no, non l’ho sconfitta, ma se fossi stato operato prima, chissà come sarei adesso”.
Il Secolo XIX riporta anche la protesta dell’Aism, la più accreditata associazione a fianco dei malati di sclerosi, che ha chiesto il ritiro dello spot lanciato dalla Fondazione Brave Dreams per raccogliere fondi a favore della cura Zamboni. Secondo l’Aism è sbagliato dire ai malati che basta un’angioplastica per ottenere dei vantaggi.
