CROTONE – Si e’ sentito tradito dal suo migliore amico, considerato un fratello maggiore. Cosi’ Domenico Gallo, di 30 anni, il commerciante di materiale edile di Cutro, sottoposto a fermo per l’omicidio dell’imprenditore Carmine Bonifazio, ha spiegato il suo gesto al pm della Procura di Crotone.
Gallo si considerava cosi’ amico di Bonifazio da avergli confidato che nutriva dubbi sulla fedelta’ della propria moglie. Quando poi ha scoperto che la moglie effettivamente lo tradiva proprio con il suo miglior amico, ha preso un fucile e lo ha ucciso.
”Era il mio amico fraterno – ha detto Gallo al pm Ivan Barlafante-. A fine settembre avevamo fatto un viaggio insieme a Ibiza. Abbiamo dormito nello stesso letto. Ci mancava solo che fossimo nati dallo stesso grembo. Per il resto eravamo fratelli”.
A portare i Carabinieri all’identificazione di Gallo e’ stato un incidente stradale vicino al luogo dell’agguato tra una Fiat Punto verde scuro e un’altra vettura.
I militari hanno trovato la Punto in un box della famiglia Gallo, segno della presenza del commerciante sul luogo del delitto. I militari hanno poi recuperato l’arma dell’omicidio insieme ad un altro fucile e a una pistola calibro 45 che deteneva legalmente. Quando e’ stato fermato, l’uomo aveva in tasca un biglietto aereo per Milano.
Il comandante provinciale dei carabinieri, Francesco Iacono, ha detto che l’indagine e’ stata conclusa in appena tre giorni grazie alle informazioni raccolte dai militari di Cutro e dall’attivita’ di intelligence svolta dal comandanti del reparto operativo, Luigi Di Santo, della Compagnia di Crotone, Antonio Mancini, e del Nucleo investigativo, Valerio Palmieri.
”Sono stati esaminati – ha aggiunto Iacono – supporti informatici, tabulati telefonici, cellulari, memorie e immagini riprese dalle videocamere che hanno consentito di stringere il cerchio su un giovane in.
