Dal voucher baby-sitter al congedo per papà. Riforma del lavoro a favore delle donne

ROMA – Stop alle dimissioni in bianco, voucher baby-sitter e congedo di partenita' obbligatorio. Il ddl lavoro introduce alcune misure per favorire l'inclusione delle donne nel mercato del lavoro con l'obiettivo di diminuire il divario uomo-donna particolarmente ampio nel Mezzogiorno.

DIMISSIONI IN BIANCO: l'articolo 55 estende innanzitutto da uno a tre anni di vita del bambino il periodo entro il quale le dimissioni devono essere convalidate dal servizio ispettivo del ministero del Lavoro. Inoltre, ai fini dell'efficacia delle dimissioni, dovra' essere provata la genuinita' e contestualita' della manifestazione di volonta' risolutoria del rapporto di lavoro da parte del lavoratore o rivolgendosi al ministero del Lavoro o sottoscrivendo un'apposita dichiarazione in calce alla ricevuta della comunicazione di cessazione del rapporto.

CONGEDO DI PATERNITA' OBBLIGATORIO: ''il padre lavoratore dipendente – recita l'art. 56 – entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di tre giorni, anche continuativi''. La misura e' introdotta in via sperimentale per il periodo 2013-2015.

VOUCHER BABY-SITTER: di fronte alla mancanza e al costo elevato dei servizi di supporto alla famiglia, considerati un ostacolo per il lavoro a tempo pieno e per l'ingresso nel mercato del lavoro ''per migliaia di donne'', vengono introdotti dei buoni per il servizio di baby-sitting. Le neo-mamme avranno diritto a richiederli all'Inps alla fine della maternita' obbligatoria per gli 11 mesi successivi in alternativa al congedo facoltativo.

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Daniela Lauria