Daniela Pallotto, madre Manuel Foffo: “Qui c’è gente strana”

Daniela Pallotto, madre Manuel Foffo: “Qui c’è gente strana”

ROMA – Daniela Pallotto vive al piano di sotto di Manuel Foffo: lei è la mamma di Manuel, uno dei due ragazzi accusati (insieme a Marco Prato) dell’omicidio di Luca Varani. E di quel condominio dice: “Gira gente strana”. Anche lei abita in quella palazzina di via Igino Giordani al Collatino a Roma. E, stando ai verbali venuti a galla in questi giorni, avrebbe dato lei al figlio gli stracci per pulire. Per pulire le tracce del delitto. Ma la domanda che ora si pongono gli investigatori è: Daniela sapeva quello che era successo? Difficile dare una risposta, l’ex marito Valter Foffo l’ha assolta così: “Non si rese conto, non ha capito. Se ci fosse stato del sangue l’avrebbe visto”.

Lorenzo D’Albergo e Francesco Salvatore scrivono su Repubblica:

Il verbale è già stato messo a disposizione del pm Francesco Scavo, che da giorni tira le fila di un’indagine che sembra nascondere ancora punti oscuri. Uno fra tutti è proprio quello relativo alla presenza di altre persone dopo la morte del povero Luca, all’interno dell’appartamento al Collatino. È molto più di un’ipotesi quella su cui lavorano i carabinieri: qualcuno oltre a Manuel Foffo e Marco Prato potrebbe essere entrato nella casa dell’orrore dopo l’uccisione di Luca Varani. Troppe le ore di vuote tra il momento dell’omicidio, intorno alle 9 e mezza del mattino di venerdì 4 marzo, e la confessione in caserma fatta da Foffo il pomeriggio successivo, sabato 5 marzo. Il sospetto che una terza persona sia venuta a conoscenza della morte del giovane di 23 anni, prima della formale autodenuncia di Foffo, è una pista investigativa tutt’altro che remota, che ora i militari stanno percorrendo con convinzione.

Il dubbio potrebbe essere sciolto quando verranno tolti i sigilli alla porta al decimo piano in via Igino Giordani. Le analisi del Ris dei carabinieri, incrociate con le testimonianze fornite agli atti, potrebbero aprire una duplice via: se fossero trovate tracce riferibili non a Manuel e a Marco Prato, ma a qualche altra persona, quel qualcuno potrebbe rispondere di favoreggiamento, proprio perché a conoscenza dell’uccisione di Luca; se invece ci fossero segnali che indichino che il corpo di Luca fosse stato trascinato, o addirittura che qualcuno abbia cercato di nasconderlo, per questi potrebbe scattare l’iscrizione nel registro degli indagati per il reato di occultamento di cadavere.

Una foto tratta dal profilo Facebook di Luca Varani, lo studente universitario ucciso in un appartamento nel quartiere Collatino, alla periferia di Roma, 6 Marzo 2016.
Published by
Alberto Francavilla