Dario Lombardo, l’italiano morto a Santiago de Compostela. “Aveva perso l’aereo”

Dario Lombardo (Foto Ansa)

SANTIAGO DE COMPOSTELA – E’ Dario Lombardo l’italiano morto nel disastro ferroviario a Santiago de Compostela. E’ ufficiale, lo hanno confermato le autorità in seguito all’esame del Dna. I genitori del giovane sono a Santiago, assistiti dai funzionari dell’ambasciata italiana. Il rientro della salma avverrà nei prossimi giorni.

Dario Lombardo aveva 25 anni, era siciliano di Forza d’Agrò ma viveva in Germania. Su quel maledetto treno ci era salito perché aveva perso l’aereo: stava raggiungendo Santiago, dove lo aspettavano degli amici.

Del ragazzo, che frequentava l’università di Catania, si sono perse le tracce dalle 20:42 di mercoledì scorso: era al telefono con un’amica spagnola. Il giovane era diretto a Santiago de Compostela per partecipare ai festeggiamenti in onore di San Giacomo, e doveva raggiungere un gruppo di amici spagnoli conosciuti durante un loro soggiorno a Forza d’Agrò.

Secondo El Mundo on line sul treno vi sarebbe stato un gruppo di giovani italiani, ma la circostanza non trova alcuna conferma ufficiale. L’Unità di crisi della Farnesina, attraverso la rete diplomatico-consolare in Spagna, ha avviato contatti con le autorità locali. “Non ci risulta – precisano dal ministero degli Esteri – come riportato da fonti stampa, la presenza di un gruppo di italiani, stiamo verificando la presenza di eventuali connazionali. Le autorità locali non hanno ancora stilato la lista delle vittime”. L’ambasciatore italiano è sul luogo del disastro ferroviario.

Francisco Jose Garzon Amo, il macchinista è stato arresto con l’accusa di guida spericolata. L’uomo ha ammesso di aver percorso la curva nella quale è deragliato il treno a una velocità di 190 chilometri orari, anziché a 80 all’ora come invece previsto. I feriti ancora ricoverati sono al momento 87, di cui 32 in gravi condizioni. Secondo le prime valutazioni legali l’uomo rischia da 12 a 312 anni di carcere, mentre i familiari di vittime e feriti potrebbero chiedere fino a 150mila euro ciascuno di risarcimento.

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Daniela Lauria