Delbono-Cracchi: è guerra aperta

Flavio Delbono, sindacio di Bologna

È guerra aperta ormai tra Cinzia Cracchi e il sindaco di Bologna, suo ex fidanzato e suo ex capoufficio, Flavio Delbono.

Delbono è indagato per peculato e abuso d’ufficio insieme alla ex compagna Cinzia Cracchi. Il sindaco si è difeso proclamando la sua innocenza: «Mai usato soldi pubblici per fini privati».

Cinque incontri tra dicembre e gennaio, ‘ultimo nella tarda, tardissima serata di venerdì scorso, ovvero poche ore prima che Cinzia Cracchi fosse in Procura per il suo primo interrogatorio da indagata. Cosa si sono detti il sindaco e la signora, di cosa hanno parlato gli ex fidanzati, oggi divenuti l’accusato e colei che punta il dito contro di lui, e per farlo arriva ad autoaccusarsi? Chi è stato a sollecitare per primo «con insistenza» quei rendez vous, e perché li ha voluti?

Questa e altre risposte (sui viaggi pagati dalla Regione), Cinzia le ha offerte ieri pomeriggio (20 gennaio) alla pm Morena Plazzi nel suo secondo interrogatorio lungo quattro ore abbondanti, più o meno quanto il primo, confermando quanto anticipato ieri in un’intervista al Corriere di Bologna.

«Delbono mi stava addosso per vedermi – ha detto – era sempre lui a cercarmi. L’ultima volta è stato venerdì sera. Avevo promesso al mio avvocato Guido Clausi Schettini che non l’avrei incontrato, ma alla fine ho ceduto. Voleva che gli restituissi la carta bancomat che mi aveva dato ai tempi della nostra relazione, offrendomi in cambio una consulenza da 1500 euro e una macchina nuova». Delbono avrebbe cominciato a farsi vivo con la signora chiedendo di vederla, appena saputo di essere indagato per peculato e abuso d’ufficio nella seconda fase dell´inchiesta: «Mi ha offerto aiuto economico». Non solo: alla pm, Cinzia ha fatto anche i nomi e i cognomi di persone che sarebbero state testimoni, o tramite di quegli incontri.

Proposte di quattrini e minacce da parte del sindaco? No, il discorso va rovesciato: sarebbe stata Cinzia a chiedere prebende all’ex fidanzato, in cambio del suo silenzio. La reazione di Delbono arriva per bocca del suo avvocato difensore Paolo Trombetti. «Gli incontri tra i due, (finora smentiti, ndr) se anche ci sono stati, non mi sembrano gravi. Mi sembra grave che si parli di minacce e offerte di danaro, perché è un’assoluta falsità. Più che delle offerte di Delbono, Cracchi dovrebbe parlare delle richieste da lei avanzate». Si tratterebbe dunque di un tentativo di estorsione, forse un ricatto? E’ a questo che allude Trombetti? Nessuna conferma esplicita, piuttosto una precisazione: «Se le parole di Cracchi significano pressioni del sindaco su di lei, già da ora le escludo categoricamente. Così come escludiamo che ci siano stati viaggi privati pagati dalla Regione, escludiamo che ci fossero ragioni per cui Delbono avesse interesse a far star zitta Cracchi su qualcosa».

Dunque querele in vista? Sarebbe normale, è in ballo l’onore del sindaco. Prima però Trombetti vuol vedere cosa ha dichiarato la signora alla pm: «Ognuno si assume la responsabilità di quello che dice, responsabilità civili e penali, se si configurano profili di diffamazione o magari di calunnia». La Procura intanto va alla ricerca dei riscontri. Verranno acquisiti i tabulati telefonici di Cinzia dai quali sarà possibile capire chi dei due ha preso l’iniziativa di chiamare l’altro per fissare gli appuntamenti avvenuti tra dicembre e la settimana scorsa. Saranno sentiti anche i testimoni degli incontri, due al bar, citati dalla signora.

Intanto proseguono le indagini sui viaggi di Flavio e Cinzia e sui rimborsi della Regione. Anche sulla strana missione a Santo Domingo dove la coppia sarebbe andata in vacanza, ma facendosi pagare la diaria (ma non i biglietti aerei) da via Aldo Moro: 450 euro per una trasferta che non appare tra le carte dell´ente di cui Delbono era vicepresidente.

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