Delitto Olgiata: domestico Winston resta in cella, “troppe zone d’ombra”

ROMA – Nonostante la confessione del domestico filippino Manuel Winston Reyes quale autore dell’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, avvenuto in una villa nella zona residenziale dell’Olgiata a Roma il 10 luglio 1991, ci sono ancora troppe ”zone d’ombra” che rendono ineludibile la necessita’ di mantenere l’indagato sotto custodia cautelare in carcere. Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza 6271 relativa alla Camera di consiglio svoltasi lo scorso 29 settembre.

Per quanto riguarda la sussistenza del rischio di inquinamento probatorio, per il quale non e’ stato ritenuto ”esaustivo” il comportamento ”collaborativo” del filippino, la Suprema Corte rileva che ”le riserve e rimozioni mentali e le reticenze delle dichiarazioni confessorie” hanno inciso ”sulla possibilita’ della ricostruzione completa della vicenda”. Sul delitto, infatti, rimangono ancora ”zone d’ombra”, sottolinea la Cassazione, in particolare sui ”motivi del litigio” con la contessa Filo della Torre, sul ”movente dell’azione” e sulla ”sorte dei gioielli” sottratti alla vittima. Su tutti questi aspetti c’e’ necessita’ di ”approfondimenti investigativi” in mancanza dei quali tali aspetti continuano a rimanere ”esposti a pericoli di alterazione dei dati probatori”.

A proposito del lungo periodo di tempo trascorso – venti anni – tra il delitto e la sua riconducibilita’ al Reyes, per effetto di nuovi accertamenti genetici su tracce ematiche lasciate sul lenzuolo utilizzato per l’omicidio, la Cassazione osserva che tale dato di fatto e’ ininfluente sul rischio di inquinamento probatorio. Infine, per i supremi giudici, la ”piattaforma indiziaria” tratteggiata dalla Procura di Roma con l’ordinanza di conferma del carcere emessa dal Tribunale del Riesame lo scorso 18 aprile, e’ ”idonea a rappresentare il pieno e qualificato coinvolgimento del filippino nella vicenda omicidiaria, ai cui margini era rimasto per circa due decenni nella piu’ innocua veste di sospettato, alla pari di altri, o di labilmente indiziato”.

Confermato anche il pericolo di fuga per la disponibilita’ del passaporto filippino e per i rapporti di parentela e amicizia nel paese di origine. La custodia in carcere per Reyes fu emessa lo scorso 1 aprile dal gip di Roma. Il 29 marzo il pm aveva disposto il fermo che non era stato convalidato.

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