Per la prima volta in un’ udienza del processo aperta al pubblico Piera Maggio, madre di Denise Pipitone scomparsa da Mazara a 4 anni nel 2004, e l’imputata di concorso nel sequestro, Jessica Pulizzi, hanno incrociato martedì 25 maggio i loro sguardi.
Solo sguardi e nessuna parola, quindi, tra le due mentre Piera Maggio ha detto di aver cercato gli occhi di Anna Corona, madre di Jessica anche lei in aula, ma senza riuscirvi. Maggio si è seduta sul banco dei testimoni e ha raccontato di una telefonata di Jessica, ma non ha saputo collocarla temporalmente se non dicendo che è avvenuta parecchi anni fa, in cui la ragazzina le ha detto: “Così come stiamo piangendo io e mia sorella piangerà tuo figlio Kevin”. Kevin Pipitone è il fratello, oggi diciassettenne, di Denise.
La madre di Denise ha poi ricostruito davanti al giudice del Tribunale di Marsala il contesto familiare suo e del padre naturale di Denise, Piero Pulizzi, che è anche padre dell’imputata. Nel processo è imputato anche l’ex fidanzato di Jessica, il tunisino Gaspare Ghaleb, accusato solo di false dichiarazioni al pm.
Maggio ha dunque detto ai giudici come ha conosciuto il padre di Denise, come si fossero evoluti i loro rapporti, com’ è diventata amica di Anna Corona, madre di Jessica e indagata nell’inchiesta per la scomparsa di Denise ma in un altro procedimento. Piera Maggio ha detto che Corona era “morbosamente” attaccata a lei e che “in giro si diceva fosse anche omosessuale”.
La madre di Denise ha anche raccontato di aver subito nell’ottobre 2003 il danneggiamento della sua auto e che un testimone le disse che aveva visto lì vicino Jessica Pulizzi. La testimone però non denunciò l’episodio.
“Non bisogna mai dimenticare che parliamo di una bambina che ancora non si trova. E questo spesso si dimentica. Ogni madre non può non capire il mio dolore. Questo processo è solo il primo passo, il punto zero, per scoprire la verità. Adesso, si dovrà giocare a carte scoperte”. Scesa dal banco dei testimoni Piera Maggio si sfoga, “spero che comunque emergano quei fatti che secondo noi sono accaduti. Che sentimenti provo nei confronti delle persone imputate e indagate? Nulla. Non ho alcun sentimento nei loro confronti. Mi può capire solo chi ama qualcuno e vuole questo qualcuno vicino a sé”.
Anche Piero Pulizzi, padre naturale di Denise Pipitone, davanti al tribunale di Marsala chiede che venga fatta luce e benché tra gli imputati ci sia la figlia Jessica chiede che “chi ha commesso questa mostruosità deve pagare. Di mostruosità si tratta. I bambini non si toccano. Dal processo mi attendo che venga fuori la verità e chi deve pagare paghi”.