Alla fine la ”tassa sul tricolore” è stata ”abolita”. O meglio, la società che ha in concessione la riscossione dei tributi a Desio (Monza) si è scusata con l’albergatore al quale per quattro anni aveva fatto pagare 178,14 euro per le 5 bandiere che sventolavano sulla facciata e ha promesso che restituirà i soldi ingiustamente riscossi.
”La lettera ci è arrivata questa mattina – ha spiegato Daniele Caslini, proprietario, con la sorella Monica e il padre Gianni, dell’Hotel Saint John’s -La società concessionaria ci ha detto che si è trattato di un errore e che provvederanno a rifonderci le somme relative”.
La paradossale vicenda è iniziata quattro anni fa quando ai proprietari dell’albergo, che si trova nel centro di Desio, cittadina di 40 mila abitanti nel cuore della Brianza industriale e artigiana, è stato proposto di esporre una bandiera del Palio degli zoccoli, tradizionale manifestazione che si svolge ogni anno nel mese di giugno.
Ma qualche giorno dopo si presentò un emissario della Censum, società con sede in Molfetta (Bari) che aveva l’appalto per la riscossione dei tributi a Desio, e comunicò ai Caslini che l’esposizione di bandiere sarebbe stata soggetta a una tassa come le insegne pubblicitarie. Oltre alla bandiera del Palio, al tricolore e al vessillo dell’Unione Europea, fuori dal Saint John’s sventolavano le bandiere svizzera e britannica: ”Poiché la maggioranza dei nostri clienti sono uomini d’affari di quei Paesi – spiega Daniele – le abbiamo esposte per farli sentire come a casa”.
Il “balzello” sarebbe stato di 54,22 euro a bandiera ma, di fronte allo sconcerto degli albergatori, il rappresentante della Censum praticò una sorta di ”sconto” e ridusse la somma a 30,98 euro per i vessilli nazionali mentre su quello del Palio fu applicata la tariffa intera in quanto considerato ”pubblicitario”.
”Totale, 178,14 euro l’anno, che abbiamo sempre pagato senza problemi – racconta Caslini – Fin quando, lo scorso anno, mio padre, parlando con gli altri albergatori, ha scoperto che questa tassa non la pagava nessun altro e che noi eravamo gli unici”.
Papà Gianni ordinò allora di togliere le bandiere ”per non essere l’unico sciocco del paese a pagare”: ma nel 2010 la Censum ritornò alla carica, l’albergatore esasperato si sfoga con gli amici e la vicenda balzò agli onori della cronaca.
Perfino l’ex sindaco di Desio, Giacinto Mariani, la cui giunta è caduta il 26 novembre scorso per i contraccolpi di un’inchiesta sulle infiltrazioni della mafia in Brianza, si è detto ”sconcertato” per una situazione che egli stesso non conosceva nel dettagli e che, secondo lui, dipende da una legge nazionale nella cui applicazione, sostiene, ”è completamente mancato il buon senso”.