Cronaca Italia

Desirée Mariottini, parla il padre: “E’ stata attirata in una trappola”

Desirée Mariottini, parla il padre: “E’ stata attirata in una trappola” (foto Ansa)

ROMA – “Da quando è successo sono morto pure io insieme a mia figlia. Io a mia figlia ci tenevo, la cercavo…Desirée per me era tutto e io per lei ero tutto”. Queste le parole di Gianluca Zuncheddu, il padre di Desirée Mariottini, la ragazza di Cisterna di Latina uccisa in un edificio abbandonato a San Lorenzo. Parole che arrivano nel giorno del funerale di Desirée.

“Fino ad oggi – racconta il padre di Desirée a “Storie Italiane” – non ho mai parlato perché ho un dolore che non ce la faccio nemmeno a parlare. Che idea mi sono fatto? L’hanno portata là: è stata una trappola. Voleva rimanere a Roma (quella sera, ndr) perché si è fidata. Desirée non si fidava di nessuno, non rimaneva in giro… rientrava sempre”.

Se oggi si trovasse faccia a faccia con gli aguzzini della figlia, o con coloro che non hanno immediatamente allertato i soccorsi, Zuncheddu ha spiegato che: “Gli direi ‘mi avete levato la vita’, quella era la vita mia. Ma pure queste persone, queste ragazze che stavano insieme a mia figlia, spero gli facciano qualcosa. Queste persone sono carnefici. Sono diavoli, non sono persone normali”.

“Desirée non si era mai bucata – dice ancora – Ti posso dire che fumava le canne e beveva una birra… una cavolata così. Sempre bella, profumata, pulita, ordinata: era così Desirée. Amava la vita, le piaceva divertirsi con gli amici. Se aveva un giubbotto te lo regalava. Hai capito com’era? Era così Desirée. Era bravissima”.

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Gianluca Pace