Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo ha collezionato due richieste di arresto in meno di due anni. Oggi Di Girolamo ha avuto una richiesta di custodia cautelare in carcere nell’ambito di una vasta inchiesta sul riciclaggio internazionale che ha interessato 56 persone (52 già in carcere, arresti domiciliari per altri quattro). L’inchiesta del Ros riguarda il riciclaggio e l’accusa per il parlamentare è grave: associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio transanazionale.
Di Girolamo sarebbe stato inserito a pieno titolo in una “rete” che tra il 2003 e il 2006 avrebbe riciclato in Europa oltre due miliardi di euro. Il suo ruolo, secondo l’accusa, sarebbe proprio quello di interfaccia per il riciclaggio tra diversi Paesi europei. Di Girolamo è anche accusato di aver violato la normativa sulle elezioni con una specifica aggravante mafiosa. Esponenti delle ‘ndrine in Germania avrebbero ”rastrellato” tra gli immigrati di Stoccarda le schede in bianco per poi siglarle con l’indicazione di voto a favore dell’esponente del Pdl.
Ora la richiesta di arresto dovrà essere rapidamente esaminata dalla Giunta per le immunità del Senato che si è comunque già interessata del parlamentare nel giugno del 2008, poco dopo l’elezione. Infatti c’era già stata una richiesta di arresto per Di Girolamo accusato di non risiedere all’estero al momento dell’accettazione della candidatura per la circoscrizione Europa. Il Gip emise la richiesta il 7 giugno del 2008 dopo aver accertato che il candidato non risiedeva in Belgio prima del voto, requisito indispensabile alla elezione. La Giunta aveva congelato la questione penale in attesa che ci fosse il processo. A intervenire nell’elezione di Di Girolamo, secondo i magistrati, sarebbe stata la famiglia Arena di Isola Capo Rizzuto.