BOLOGNA, 1 SET – Marco Di Vaio paghera' tutte le multe che gli erano state indebitamente cancellate e che ha in sospeso con il Comune di Bologna. Il capitano del Bologna calcio, finito indagato nell'inchiesta sull'uso abusivo di pass per l'accesso al centro collegato a permessi per disabili, ha dato incarico al suo legale, avv. Guido Magnisi, di contattare il procuratore aggiunto Valter Giovannini, titolare dell'inchiesta, e il comandante dei vigili urbani, Carlo Di Palma, ''per arrivare nei tempi piu' solleciti all'integrale pagamento di tutte le multe''.
Il fascicolo dell'indagine bolognese conta nove giocatori rossoblu' indagati per uso di atto falso, a causa dei tagliandi per residente temporaneo ottenuti senza averne titolo. Di Vaio e' accusato anche di truffa per la cancellazione di multe grazie alla connessione della sua targa al pass invalidi di Marilena Molinari, la tuttofare disabile dei giocatori del Bologna.
Le infrazioni nel mirino degli inquirenti sono 59, tutte rilevate nel 2010 (tranne una del 2009). L'importo di ogni singola multa e' di 84,8 euro, importo che pero' verra' con ogni probabilita' raddoppiato visto che le infrazioni non sono state pagate nei tempi minimi previsti.
''Ho potuto rilevare la grande disponibilita' dell'inquirente e degli accertatori nel definire la posizione del giocatore – spiega l'avv. Magnisi – Peraltro, devo anche rimarcare il comportamento di Di Vaio: infatti lui stesso ha insistito per questa complessiva, globale definizione, mostrando di essere un vero 'capitano', sia nella vita sia nel campo''.
Chiuso ''doverosamente questo capitolo amministrativo'', ha aggiunto il legale, ''ancora di piu' contiamo di dimostrare, nell'immediato futuro, l'assoluta buona fede del campione e la sua totale estraneita' a eventuali ipotesi di reato''. Nelle scorse settimane era emerso che due giocatori, Adailton e Mudingayi, devono saldare con il Comune un conto per multe non pagate di oltre 60.000 euro.
''In un momento di difficolta' economica come quello che stiamo vivendo e che impone alle amministrazioni pubbliche di 'tirare la cinghia' sarebbe un bel segnale se chi e' oggettivamente un privilegiato, ed ha mazzette di contravvenzioni nel cassetto, cominciasse a pensare di pagarle'' aveva detto nell'occasione il procuratore aggiunto Giovannini
''Se ci fossero effettivamente delle 'magagne' nella procedura di rilascio dei permessi – aveva spiegato l'avv. Gabriele Bordoni che difende nove indagati tranne Di Vaio – e' evidente che chi ha agito in buona fede e circolava con permessi che pensava regolari (perche' aveva i requisiti per ottenerli), ma si trova ora in condizioni di aver violato la norma, per la parte amministrativa di sua competenza fara' fronte ai proprio impegni e paghera''. I nove giocatori hanno chiesto nei giorni scorsi di essere sentiti dal pm.