OLBIA, 10 AGO – Dare fuoco ad un gattino per divertimento e guardarlo mentre trasformato in una torcia e si contorce dal dolore ora ha un prezzo: sei mesi di reclusione senza la sospensione condizionale della pena, oltre al pagamento delle spese processuali. E' la condanna inflitta dal giudice monocratico della Sezione di Olbia del Tribunale di Tempio a tre operai che nel 2006 lavoravano in un cantiere edile vicino a Olbia e resero responsabili dell'incredibile episodio di crudelta'.
La vicenda, che ebbe vittima un animale indifeso e fiducioso nei confronti degli umani perche' allevato in casa, e' stata rievocata in Tribunale dove il giudice Riccardo De Vito ha condannato gli imputati, Giampaolo Pia, di 46 anni,e Massimiliano Pinna, di 33, entrambi di Guspini (Medio Campidano), e Maurizio Giraldo, di 30 anni, di San Gavino Monreale (Medio Campidano). Ai tre e' stata negata la condizionale perche' ''la condotta degli imputati denota pericolosita' sociale e assenza di scrupoli. La prognosi sulla capacita' di astenersi in futuro da altri reati – ha scritto il giudice – appare sfavorevole ai fini della concessione della sospensione condizionale della pena''.
I responsabili del gesto erano stati individuati dagli agenti della Polizia municipale di Olbia, guidati dal comandante Gianni Serra, ai quali si era rivolta la proprietaria dello sfortunato gattino. Secondo la ricostruzione degli investigatori i tre operai, al termine di una giornata di lavoro, avevano architettato un piano per torturare il micio di proprieta' di una signora che abitava non distante dal cantiere edile.
Utilizzando una gabbia artigianale costruita con rete metallica, alta un metro e profonda 60 centimetri, attirarono la ''preda'', sistemando all'interno della gabbia pezzi di carne e altro cibo. Una volta catturato il gattino, Pinna, Pia e Giraldo lo cosparsero di alcool e gli diedero fuoco, aprendo la gabbia per assistere alla disperata fuga della bestiola verso la sua abitazione, dove fu soccorso dalla proprietaria.
La bestiola mori' dopo tre giorni di agonia. Il referto stilato dal veterinario testimonia le sofferenze patite dal gattino: ''ustioni diffuse per il 75% del corpo di primo,secondo e terzo grado con carbonizzazione di alcune aree facciali e perdita di sostanza siero plasmatiche''.