ROMA, 15 FEB – ''Il fenomeno delle dimissioni in bianco costituisce un'arma di ricatto permanente nel corso del rapporto di lavoro'': cosi' apre la relazione in Commissione Lavoro la deputata del Pd, Teresa Bellanova. ''Ha – prosegue – un'ampiezza difficilmente determinabile nella sua dimensione reale, trattandosi di un fenomeno che emerge solo a dimissioni avvenute, quando cioe' il lavoratore o la lavoratrice cercano di far valere il proprio diritto in sede giudiziaria, con gli scarsi strumenti probatori a loro disposizione. Tuttavia, il numero delle donne che si dimettono volontariamente nel primo anno di vita del bambino sarebbe pari a quasi 18.000 nel 2009 e piu' di 19.000 nel 2010''.
''Questo – continua la parlamentare democratica – e' senza dubbio un dato significativo per spiegare la potenziale entita' del fenomeno. Le dimissioni in bianco aggirano ogni interpretazione possibile del concetto di 'giusta causa' del licenziamento, lasciando inoltre il lavoratore privo perfino del sostegno di eventuali ammortizzatori sociali. La pratica, infatti, ci dice che oggi in Italia si puo' essere 'dimissionati' per i piu' svariati motivi: dai piu' frequenti come la maternita' o gli infortuni, alla malattia e all'eta'. Ma si presta anche a strumento di vere e proprie discriminazioni riguardo ai rapporti con le organizzazioni sindacali o addirittura alle opinioni politiche''. ''Apprezziamo – asserisce la Bellanova – l'interessamento e la volonta' espressa al riguardo da parte del Ministro Fornero, perche' riteniamo necessaria la reintroduzione di tutele della dignita' delle persone e del lavoro, contro il ricatto delle dimissioni in bianco. Cosi' come riteniamo necessario, data la rilevanza del fenomeno specifico, riconoscere e tutelare concretamente, in ogni occasione, il valore sociale della maternita' e dell'occupazione femminile''.
