Dipendenti della Regione Veneto assenteisti: 77 richieste di giudizio

ROVIGO – Dopo aver fatto monitorare dalla Gdf per mesi gli spostamenti del personale della sede della Regione di Rovigo, i magistrati polesani avevano indagato 101 persone per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Erano state documentate numerosissime uscite illecite dagli uffici, ovvero 'non registrate' con il timbro del cartellino o non autorizzate dai superiori. Oggi da quell'accusa e' stato eliminato il falso in atto pubblico, ma e' rimasta la truffa ai danni dello Stato. Il pm, in base alle memorie difensive, ha deciso anche di 'restringere' il numero dei dipendenti regionali per i quali chiedere il processo. Tra le posizioni archiviate, in tutto 24, spiccano quelle dei dirigenti del Palazzo che, proprio per la loro particolare funzione, non hanno l'obbligo di timbrare il cartellino. Altri dipendenti sono riusciti a dimostrare che nei momenti contestati erano effettivamente al lavoro, ma in uffici diversi dal proprio. Altri ancora hanno mostrato che in determinati orari risultavano assenti dal posto di lavoro per svolgere particolari mansioni.

Le indagini erano iniziate dopo alcune segnalazioni all'inizio del 2010. Per verificare gli episodi di allontanamento dei dipendenti dal luogo di lavoro, riguardanti un periodo compreso tra il giugno 2009 e il giugno 2010, le 'fiamme gialle' aveva raccolto oltre 170 ore di filmati sugli spostamenti del personale della Regione. Dai video sarebbe emerso che molti dipendenti d'abitudine si allontanavano dall'ufficio piu' volte nell'orario di lavoro.

Sono stati poi incrociati ai filmati e alle fotografie, una serie di documenti come i tabulati meccanografici, i badge magnetici (cartellini), i fogli di presenza, gli ordini di uscita e i permessi, svolgendo esami tecnici anche sul materiale informatico tra cui l'hard disk del videoregistratore.

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Daniela Lauria