ROMA, 16 GIU – Nuova bufera su Malagrotta. Oggi la mega-discarica alle porte della Capitale finisce nel mirino della Commissione europea. Non sarebbe adeguata, secondo l'esecutivo comunitario, la modalita' cui i rifiuti vengono trattati prima di essere stoccati e, in particolare, il fatto che la spazzatura, prima di finire in discarica non viene sottoposta a un processo di lavorazione chimico-organico. Di qui la decisione di inviare all'Italia una lettera di messa in mora per la gestione del sito. Una ''procedura attesa'' dall'amministrazione regionale che invece lascia ''molto sorpreso'' il gestore della sito, il 'magnate' dei rifiuti del Lazio Manlio Cerroni.
Bruxelles contesta alle autorita' italiane la violazione della direttiva 1999/31 sul trattamento dei rifiuti prima dello stoccaggio. E, nel corso dello scambio di informazioni che precede la decisione odierna, l'Italia replica: la direttiva Ue sul trattamento dei rifiuti non specifica le modalita' del processo a cui deve essere sottoposta la spazzatura, e quelli destinati a Malagrotta sono comunque stati sottoposti a un trattamento meccanico. Nel frattempo, nel Lazio i riflettori sono puntati sul post-Malagrotta e sull'individuazione del sito che dovrebbe sostituire la mega-discarica alle porte della Capitale. Entro il 29 giugno, annuncia Polverini, ''daremo le localita' che la Regione ha individuato e che non impattano con l'ambiente e che hanno tutti i requisiti necessari per la salvaguardia della salute. Procediamo con la stessa velocita' che c'eravamo imposti''.
Sulla stessa linea il sindaco di Roma Gianni Alemanno: ''C'era il rischio dell'apertura della procedura di infrazione per Malagrotta – ha detto – ma sono stati gia' attivati tutti i procedimenti e le iniziative necessarie perche' rientri nella norma. Ho fiducia nella Regione Lazio che sapra', da un lato mantenere a norma Malagrotta e dall'altro lato individuare, il piu' rapidamente possibile, il sito alternativo a Malagrotta per permetterne la chiusura''''.
''Sono molto sorpreso, soprattutto a fronte del fatto che la discarica di Malagrotta si avvia alla chiusura e ad essere trasformata in un grande parco'', commenta a caldo il proprietario della discarica, l'avvocato Manlio Cerroni. Mentre la presa di posizione dell'Ue fa esultare i comitati civici della zona.
''Oggi e' una giornata storica – afferma Sergio Apollonio, presidente del comitato civico Malagrotta -. Finalmente l'Unione Europea riconosce quello che noi denunciamo dal lontano 1999: le enormi irregolarita' della discarica di Malagrotta''.
Secondo Legambiente la procedura d'infrazione su Malagrotta, insieme alle ''continue proroghe da parte della Regione e' l'ennesimo schiaffo alla gestione dei rifiuti nel Lazio''. Soddisfatto il senatore dell'Idv Stefano Pedica che ricorda: ''Malagrotta per come vengono trattati i rifiuti e' un veleno costante e continuo ai danni dei cittadini. Essendo vicepresidente in commissione europea continuero', attraverso il mio mandato, a richiedere l'intervento dell'Europa''.
