ROMA – Gli esperti di genetica che riescono immancabilmente a risolvere casi polizieschi e delitti a partire da tracce minuscole di Dna esistono solo nei film. Nella realta' ci sono spesso errori, risultati ambigui e prove tutt'altro che certe. E' il messaggio che lanceranno i 300 migliori specialisti al mondo di questa materia, riuniti domani e sabato all'Universita' Cattolica di Roma per la Conferenza internazionale 'I lati nascosti del Dna'.
"L'esame dei profili del Dna e' una procedura fondamentale, ma molte persone sono convinte che sia anche infallibile – sottolinea Vincenzo Pascali, ordinario di Medicina legale dell'ateneo romano e organizzatore dell'evento – la verita' e' che dopo 25 anni sappiamo che questo tipo di indagine puo' portare anche a delle cantonate, soprattutto nel caso di classi speciali di reperti, come le misture di diversi Dna. Bisogna capire che non sempre il risultato e' decisivo, anche perche' mentre all'inizio chi compiva i delitti lasciava molte tracce, ora qualsiasi criminale sta molto attento anche ai minimi dettagli, e si trovano quindi reperti molto piccoli e difficili da analizzare".
Alla conferenza parteciperanno i principali esperti mondiali, tra cui Peter Gill, uno degli inventori del Dna profiling, e Mechthild Prinz, responsabile dell'identificazione delle vittime dell'attentato alle Twin Towers: "La maggior parte delle sessioni sara' dedicata a come i ricercatori possono 'cavarsi dai guai' nel caso di tracce particolarmente difficili – spiega Pascali – ma ce ne sara' anche una dedicata ai principali casi di cronaca italiani, da via Poma al delitto di Perugia, con tutti i principali attori, dagli avvocati ai Ris alla Polizia Scientifica, per parlare degli errori compiuti nelle analisi genetiche".
