ROMA – La Corte di Cassazione ha assolto gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana dall’accusa di evasione fiscale “perché il fatto non sussiste”. Gli stilisti erano stati condannati in appello a un anno e sei mesi di reclusione. Assolto anche il commercialista Luciano Patelli.
Sono stati assolti dalla Cassazione anche i manager Cristina Ruella e Giuseppe Minoni. L’unico per il quale la condanna è stata annullata con rinvio è Alfonso Dolce, fratello di Domenico. Ma tutto il processo si prescrive all’inizio di novembre. Annullate anche tutte le statuizioni civili.
I due stilisti erano stati giudicati in primo e secondo grado colpevoli per aver evaso le tasse su un imponibile di 200 milioni di euro nell’anno 2005/2006. In primo grado, Dolce e Gabbana, insieme ad altri quattro imputati erano stati condannati anche per i mancati adempimenti fiscali relativi al 2004, ma queste contestazioni si sono prescritte. Invece quelle per il 2005/2006, si prescriveranno tra pochissimo tempo, il prossimo primo novembre.
Secondo l’accusa, Dolce e Gabbana e gli altri imputati, avrebbero fittiziamente trasferito a Lussemburgo la società ‘Gado’ per godere di un regime fiscale favorevole. Nel processo si è costituito l‘Agenzia delle Entrate alla quale è stato riconosciuto un risarcimento da 500 mila euro per i “danni morali subiti”.
“Eravamo certi!!! Siamo delle persone oneste!!! W l’Italia”, è il primo commento di Stefano Gabbana, twittato dopo la sentenza della Cassazione. Il tweet finisce con l’hashtag #orgogliosodiessereitaliano.
Poco dopo è arrivato anche il commento diffuso dalla maison: ”Siamo sempre stati delle persone oneste, la giustizia italiana l’ha riconosciuto e ne siamo molto fieri. Viva l’Italia”.