ROMA – Cinque interi depositi per custodire una collezione di oggetti forse inutili, sicuramente impolverati, che perĂ² fanno la felicitĂ e l’orgoglio di un contadino. In questi locali Domenico Agostinelli, 71enne di Acilia (Roma), ha accumulato 14 quintali di bottoni, tre di monete, un quintale e passa di francobolli, due di chiodi in ferro. Occhiali e ombrelli, pentole e denti, abiti e giocattoli, lampadari e palloni, pietre e lapidi funerarie, strumenti musicali, sci, perfino una collezione di barattoli di polvere.
Polvere? Sì, anche quella: “Ho cominciato guardando al microscopio quella che c’era dentro un quadro del Seicento: ognuna è diversa dall’altra, con le sue larve e i suoi frammenti”. Agostinelli è un uomo da record. Nei suoi depositi c’è di tutto, come racconta la Stampa: “C’è la macchinona nera Anni 30 appartenuta alla famiglia di Al Capone, la culla della famiglia de Curtis («forse ci ha dormito TotĂ²Â»), una lupara con due tacche («vuol dire che ha ucciso due volte»), una bambolina di porcellana afgana («lì i medici non possono guardare nĂ© toccare le donne, allora indicano sulla bambola il punto che duole»). C’è un uovo di dinosauro di 65 milioni di anni fa, una mini-copia del Mein Kampf di Hitler che i soldati tedeschi portavano nel taschino della divisa, la condanna a morte di Mazzini e una sua lettera originale. Affiora, negli schedari di un deposito, un vecchio album di foto: «Sono di Matilde di Savoia»”.
Un caso unico in Italia, tanto da diventare un indirizzo irrinunciabile per i “trovarobe” delle produzioni cinematografiche. Tornatore, Zeffirelli e Pupia Avati, tra gli altri, sono passati da questo deposito ad Acilia.
