TERNI, 29 MAG – Il tribunale di Terni ha sospeso martedì, 29 maggio, il processo a carico di don Pierino Gelmini, accusato di violenza sessuale nei confronti di 12 ex ospiti della Comunità Incontro, e ha ordinato la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. La decisione e' stata presa al termine della quarta udienza del processo, durante la quale la difesa del fondatore della comunita' di recupero aveva formulato un'ulteriore istanza di rinvio dell'inizio del dibattimento per legittimo impedimento dell'imputato a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Don Pierino è infatti ricoverato da giovedì scorso nel reparto di cardiologia dell'ospedale di Terni per uno scompenso cardiaco bi-ventricolare.
Di fronte all'opposizione del pm Barbara Mazzullo e delle parti civili al rinvio, nella loro ordinanza i giudici hanno riconosciuto ''l'obiettiva gravita' della condizione di salute del Gelmini'' (spiegando che quindi ''nella data odierna e' configurabile un legittimo impedimento''), ma hanno anche aggiunto che ''non e' possibile formulare, neanche con approssimazione, una prognosi di miglioramento tale da consentire di individuare fin da ora una data per celebrare il dibattimento''.
In questo modo, sempre secondo i giudici, ''il tribunale si vederebbe costretto a disporre il rinvio ad una udienza prossima, senza alcuna certezza di poter davvero celebrare il dibattimento, con evidente disagio'' non solo delle parti del processo, ma anche di tutto il ''servizio giustizia''.
Sulla scorta di queste considerazioni, alla Corte costituzionale il tribunale di Terni pone la questione di legittimita' costituzionale degli articoli 70 e 71 del Codice di procedura penale – che non prevedono la possibilita' di sospensione del procedimento per situazioni di impedimento determinare da infermita' fisica ma solo psichica – per contrasto con l'articolo 111 della Costituzione, che invece pone come principio la ragionevole durata del processo.