GENOVA – Lui nega, ma c’è chi parla per lui. Così don Riccardo Seppia, ex parroco di Santo Spirito a Sestri Ponente, arrestato per abuso su minori e cessione di stupefacente, che ha negato di aver avuto rapporti sessuali con minorenni, adesso è stato accusato anche di induzione alla prostituzione minorile visto che, secondo quanto racconta l’egiziano Mohammed, oggi maggiorenne ma ai tempi minorenne, a letto col prete ci sarebbe andato insieme ad un amico albanese, minorenne anche lui.
I due ragazzini, insieme, sarebbero stati pagati dall’ex parroco. La procura di Genova, che coordina il lavoro dei Nas di Milano, sta delineando il quadro accusatorio sulla scorta delle dichiarazioni dei protagonisti di questa orrenda e squallidissima vicenda. Mohammed sostiene di aver fatto sesso con il parroco e, nell’occasione, di essersi portato dietro il ragazzo albanese per un ‘partouze à trois’ in un appartamento di Milano.
Per questo è stato indagato per induzione alla prostituzione. L’albanese e l’egiziano erano stati contattati in chat da Emanuele Alfano che avrebbe abusato dei due ragazzini, pagandoli perché ”così si fa”, ha detto, e poi avrebbe fornito il numero di telefono di Mohammed a don Seppia.
Alfano è indagato per induzione e sfruttamento di prostituzione minorile, reati che riguardano tre episodi. L’ultimo, terribile, quello che coinvolge un giovanissimo mendicante adescato sul sagrato di una chiesa milanese, sarebbe stato prima violentato e poi pagato con un obolo. Un episodio, confermato dall’ex seminarista, che ha peggiorato la posizione di Alfano, ex chierichetto di don Seppia poi ex seminarista.
Il sostituto procuratore Stefano Puppo continua a lavorare sul rapporto dei Nas di Milano e sulle intercettazioni telefoniche e ambientali che inchiodano, secondo gli inquirenti, don Seppia alle sue responsabilita’. Solo un episodio viene ridimensionato, ed è quello dell’abuso sul chierichetto che sarebbe stato compiuto nella canonica della chiesa di Santo Spirito: secondo quanto ricostruito don Seppia, che si era detto abituato a baciare sulle guance i suoi chierichetti, avrebbe tentato di baciare il chierichetto in bocca, palpandolo contemporaneamente, ma non ci sarebbe riuscito. Il reato contestato dunque potrebbe derubricarsi a tentato abuso su minore. Ma non per questo la posizione dell’ex parroco migliora.
Mentre Alfano resta in carcere, perche’ secondo il gip c’e’ ”pericolo di inquinamento delle prove” e probabilmente anche di reiterazione del reato, don Seppia ha ottenuto il trasferimento dal carcere di Marassi al carcere di Sanremo. Se n’e’ andato sul cellulare nel primo pomeriggio: lo aspetta una cella nella sezione ‘sex offenders’ della casa circondariale, sezione ricavata un uno stabile-appendice, lontano da quei detenuti che hanno gia’ detto di voler eseguire una condanna gia’ pronunziata.