GENOVA – Anche l’ex seminarista Emanuele Alfano accusa don Riccardo Seppia. “Una volta vidi un ragazzino, avrà avuto più o meno 14 anni. Chiedeva l’elemosina sul sagrato della chiesa dello Spirito Santo e me lo portai a casa”. Davanti al magistrato Alfano ammette di aver abbordato un minorenne, ma lancia pesanti accuse contro il parroco. “Ho avuto rapporti con i ragazzini, li ho pagati perché si usa così, ma non sapevo di commettere un reato. Ho passato i loro numeri a don Riccardo e so che anche lui li ha incontrati”.
Emanuele Alfano nel corso dell’interrogatorio in carcere, durato tre ore, non nega di aver abusato dei parrocchiani ma punta il dito contro il suo parroco, che contrattacca: “Certo, conoscevo quel ragazzino perché l’avevo visto con Alfano e so che ci è andato due volte: con lui, non ho mai avuto alcun rapporto”.
Ma è la testimonianza di un ragazzo egiziano, ora diciottenne, a mettere in seria discussione le loro versioni. “Ho fatto sesso a pagamento sia con Emanuele Alfano, sia con don Riccardo Seppia. Quando è accaduto, ero minorenne. A tutti e due ho presentato anche un mio amico albanese”.