REGGIO CALABRIA 28 MAG Anche i mafiosi – REGGIO CALABRIA, 28 MAG – Anche i mafiosi hanno le
loro passioni e le coltivano. Solo che quella di Donato Fratto,
54 anni, esponente di punta della 'ndrangheta ed emissario della
cosche in Svizzera e in Germania, e' particolare e, soprattutto,
gli e' costata l'arresto.
Fratto – latitante dall'8 marzo scorso, quando sfuggi'
all'arresto nell'ambito dell'operazione Crimine 2 – e' stato
bloccato nel porto di Genova mentre, insieme alla moglie, si
accingeva ad imbarcarsi, a bordo della sua potente Honda
Goldwind, su un traghetto per la Sardegna dove avrebbe dovuto
partecipare ad un motoraduno. Si', perche' la passione di Fratto
sono proprio le moto. Ne ha avute tante, di varie marche e
potenza, e non ha mai rinunciato a partecipare ai motoraduni
anche durante la latitanza. Per la riunione in programma in
Sardegna era arrivato addirittura ad iscriversi col proprio nome
e cognome e, non contento di questo, aveva anche inviato ai
promotori una sua foto, scattata mentre era in sella alla sua
fiammante Honda, chiedendo che venisse inserita sul sito
dell'iniziativa. Richiesta che e' stata soddisfatta.
Ai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria,
che sapevano della passione di Fratto per le moto, e' bastato
cosi' dare un'occhiata ai siti specializzati per apprendere che
il latitante si era iscritto al motoraduno in Sardegna. E' stato
organizzato quindi un servizio di appostamento nel porto di
Genova, insieme ai carabinieri del capoluogo ligure, per tentare
di bloccare il latitante nel momento della sua partenza. E
Fratto, ingenuamente, e' caduto nella trappola.
Quello realizzato dai carabinieri, comunque, e' un colpo
importante. L'operazione Crimine 2, che ha portato all'arresto
di 41 persone in Italia, Germania, Canada ed Australia,
rappresenta il seguito dell'inchiesta Crimine, condotta dalle
Dda di Reggio Calabria e Milano e nell'ambito della quale, nel
luglio dello scorso anno, furono arrestate 304 persone. Crimine
costituisce uno degli snodi fondamentali della strategia
d'attacco contro la 'ndrangheta delle Dda reggina e milanese,
con il supporto investigativo dei carabinieri di Reggio e del
Ros, avendo consentito di svelare gli interessi milionari delle
cosche nel nord Italia, ed in particolare in Lombardia, ed in
alcuni Paesi del nord Europa legati soprattutto ai traffici
internazionali di droga.
Donato Fratto, che vive da molti anni in Svizzera nel cantone
di San Gallo, e' considerato uno dei personaggi chiave delle
strategie di espansione della 'ndrangheta all'estero, ed in
particolare in tutta l'area dell'Europa del nord. I carabinieri
ne hanno intercettato i colloqui con esponenti criminali di
primo piano come Bruno Nesci, che ha svolto un ruolo apicale
nella struttura organizzativa che la 'ndrangheta ha creato in
Germania. Fratto, in particolare, avrebbe avuto il compito di
raccordare le diramazioni tedesche della 'ndrangheta con quelle
svizzere, tra cui ci sono alcuni attriti, grazie al suo forte
radicamento nel territorio elvetico.
Adesso i carabinieri stanno cercando, in particolare, di
capire dove e attraverso chi la 'ndrangheta si e' infiltrata in
Svizzera, cercando in primo luogo di dare un nome al personaggio
che nelle intercettazioni viene chiamato ''lo svizzero'',
principale referente e garante degli interessi delle cosche in
terra elvetica.