CINISELLO BALSAMO (MILANO) 29 MAG Un gioco
er – CINISELLO BALSAMO (MILANO), 29 MAG – Un gioco
erotico tra persone consenzienti che purtroppo sarebbe sfuggito
di mano: questa, in sintesi, sarebbe stata la difesa fatta ieri
davanti al gip di Monza, Maria Rosaria Correra, da Antonio
Giordano, l'uomo arrestato mercoledi' scorso dopo il
ritrovamento nel suo box a Cinisello Balsamo (Milano) del
cadavere di una donna seviziata e uccisa. Un corpo che
finalmente ha un nome e cognome: Gianina Viorica Ganfalianu.
Le forze dell'ordine la conoscevano bene. La donna, una
prostituta rumena di 43 anni (e non 23 come risultava dal
documento che le era stato ritrovato nelle tasche degli
indumenti), era stata fotosegnalata piu' volte in passato –
spiegano gli investigatori – ma come spesso accade aveva fornito
un'altrettanto lunga sequenza di 'alias'. Vendeva il suo corpo
nella zona di confine tra Cinisello e la vicina Sesto San
Giovanni, in quel dedalo di vie (in particolare via Milanese) in
cerca d'identita', tra gli ultimi capannoni di un glorioso
passato industriale, giardinetti e nuove costruzioni.
Una zona che conosceva bene anche Giordano. Separato, padre
di due figli, un lavoro – il muratore – che col tempo si era
fatto sempre piu' saltuario. La rottura con la moglie l'aveva
costretto a tornare 'a casa', dalla madre, a Sesto. Ma il garage
sotto l'ormai vecchia abitazione a Cinisello, quello non l'aveva
lasciato. E piu' la sua vita si perdeva, piu' si ritrovava in
auto a percorrere e ripercorrere quelle vie da sempre
costeggiate di lucciole, dove le donne dell'Est e quelle di
colore prendono il posto dei transessuali che invece abbondano
nella parte milanese di viale Fulvio Testi. Le avvicinava e le
portava nel suo box trasformato in pied-a-terre. Li' Giordano
si rifugiava sempre piu' spesso negli ultimi tempi. Dal momento
della crisi coniugale, infatti, le sue peregrinazioni notturne e
il sesso a pagamento erano diventate routine. Sempre li', tra
videoporno e un letto trasandato, aveva trovato il suo spazio.
Ora, in cella, il muratore 44enne resta tranquillo, lucido.
Accusato di omicidio volontario, aspetta di essere ascoltato dal
pm Franca Macchia nei prossimi giorni. Ma le sue prime
ammissioni non hanno convinto troppo. E' quel ''consenziente''
che stride: perche' difficile da verificare, perche' non
combacia con il racconto di altre prostitute che si erano
ribellate ai suoi impulsi e alle sue richieste sempre piu'
pressanti e violente. Bisognera' quindi attendere gli esiti
degli esami approfonditi disposti su quel cadavere trovato in
una posizione straziante. Mani, piedi e collo legati con cavi
elettrici. La bocca incerottata. Cosi' come gli investigatori si
attendono un aiuto dal Ris che e' atteso a giorni, forse gia'
domani, per scovare qualche nuova traccia sul luogo del delitto.
Intanto non si esclude nessuna ipotesi, compresa quella che lo
vorrebbe assassino seriale (proseguono infatti i raffronti con i
casi di prostitute uccise in zona e non solo) o che non fosse
solo a straziare il corpo di Gianina.