Donna uccisa a Modena, presunto omicida era in cura da psichiatra

MODENA, 21 GIU – Era depresso e in cura da uno psichiatra Alessandro Persico, l'ingegnere quarantaduenne della Ferrari di Maranello che ieri ha confessato di aver ucciso Barbara Cuppini, la collega di 36 anni dell'ufficio marketing del Cavallino con cui aveva una relazione e che sabato l'aveva raggiunto nella sua abitazione di Serramazzoni, nel Modenese.

L'uomo si trova ancora in carcere a Trento dopo essersi costituito ieri mattina. Persico ha indicato agli inquirenti – coordinati dal sostituto procuratore di Modena Claudia Natalini – dove aveva abbandonato due coltelli in un bosco di Folgaria, in Trentino. Sono stati entrambi recuperati e un esame dovra' stabilire se siano stati utilizzati entrambi per l'assassinio.

L'ingegnere, originario di Firenze, ha riferito di aver agito in preda a un raptus, senza una vero motivo. Nel suo passato, oltre a un divorzio, c'e' anche un ricovero per problemi psichiatrici avvenuto negli anni scorsi a Siena. Nell'abitazione di Serramazzoni di Persico i carabinieri hanno sequestrato, oltre a computer e telefoni, anche sonniferi.

I due colleghi alla Ferrari si erano conosciuti pochi mesi fa su una chat line in internet. Ne era nata poi una relazione che, stando alla testimonianza di un'amica della vittima, la Cuppini non si sentiva di troncare nonostante il momento di difficolta' vissuto dall'uomo. I due si erano trovati a Serramazzoni per festeggiare il compleanno della donna, che un giorno prima di essere uccisa aveva compiuto 36. Domani e' attesa l'udienza di convalida del fermo dell'accusato.

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Emiliano Condò