Dossier illegali Telecom: archiviato Tronchetti

MILANO – ''Si deve ritenere del tutto verosimile (…) che l'operazione'' relativa alla finta microspia piazzata nell'agosto 2001 nell'auto dell' ex ad di Telecom Enrico Bondi per ottenere, questa l'ipotesi, le dimissioni del segretario generale Vittorio Nola e del capo della sicurezza Piero Gallina ''fosse effettivamente diretta a far 'saltare' la security esistente in Telecom e favorire l'entrata dei nuovi protagonisti provenienti da Pirelli''.

E' questo un passaggio delle motivazioni con cui il gip di Milano Giuseppe Gennari, accogliendo la richiesta della Procura che aveva escluso ogni coinvolgimento dell'allora management di Tlc, ha archiviato l'inchiesta sulla vicenda e per la quale erano indagati per estorsione, tra gli altri, l'attuale presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera, l'ex dirigente della sicurezza della societa' di telecomunicazioni Giancarlo Valente, l'ex capo della security Giuliano Tavaroli e l'investigatore privato Emanuele Cipriani.

Il giudice, dopo che Nola e Gallina, parti offese nel procedimento si erano opposti a una prima richiesta di archiviazione ha disposto la chiusura del caso sostenendo in sostanza che non siano emerse prove oggettive: ''Non e' agevole (…) definire la cerchia dei possibili architetti della collocazione della falsa microspia''.

Anche se ''e' certo che la circostanza del rinvenimento sia stata oggettivamente strumentalizzata'', insieme alla pubblicazione di un articolo su Borsa&Finanza che ''falsamente'' indicava un coinvolgimento di Nola nella installazione della cimice ''dal management di Telecom – Bondi in testa – per tagliare Gallina (lo dice lo stesso Bondi) comunque imponendogli modalita''' di uscita dall'azienda ''che in altre condizioni'' il manager ''avrebbe potuto contestare o discutere con maggior forza contrattuale''.

La stessa cosa vale per Nola, il quale pero', si e' visto anche 'bocciare' la tesi del ''complotto' ai suoi danni: a differenza da quanto da lui sostenuto, per il gip l'inchiesta ''non fornisce alcun elemento obiettivo'' per poter sostenere l'esistenza di una ''regia unica tra la collocazione della microspia e la pubblicazione dell'articolo''.

''Piu' difficile – si legge ancora nell'ordinanza – raggiungere elementi di certezza, almeno sufficienti al giudizio'' per Marco Tronchetti Provera.

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Maria Elena Perrero