Lotta alla droga: radiografie all’addome per i passeggeri di Malpensa

Un vero ambulatorio anti-droga che permette di effettuare radiografie all’addome dei passeggeri sospetti. Una struttura che consente di verificare la presenza di stupefacenti all’interno dello stomaco e quindi trattenere per tutto il tempo necessario i corrieri. Nei giorni scorsi presso l’aeroporto di Malpensa è stato inaugurata l’Area S1 dove la lettera “S” richiama il termine inglese swallower” che significa ingoiatore: i cosiddetti corrieri ovulatori, che ingeriscono piccole quantità di sostanze stupefacenti prima di salire a bordo in un aereo, per poi smerciarle in mezzo mondo.

L’aeroporto di Milano Malpensa è uno degli snodi internazionali del traffico di droga, sopratutto per il rifornimento nel nostro Paese. Tra le strategie più usate dai narcotrafficanti, rientra quella di introdurre gli stupefacenti attraverso corrieri che ingeriscono ovuli gonfi di droga. Nella quotidiana lotta contro questo sistema, l’aeroporto lombardo ha già fatto segnare buoni risultati, tanto che questo anno sono stati arrestati 77 corrieri rispetto ai 66 del 2009 e ai 24 del 2008, oltre al sequestro, nel corso del 2009, di 435 kg di cocaina. Più della metà del totale fermata nel resto degli aeroporti italiani.

Risultati buoni, ma non sufficienti. Così, è stato allestito uno spazio di 250 mq all’interno del Terminal 2 (quello dedicato ai voli internazionali), con un investimento di circa un milione di euro, per potenziare i controlli. Fino ad oggi, la procedura standard per verificare i sospetti ovulatori prevedeva che questi venissero condotti in ospedale per essere sottoposti agli accertamenti medici. In questo modo, si poneva il problema di allestire la sorveglianza direttamente in Pronto soccorso. Ora, nell’Area S1 è possibile sia effettuare le radiografie all’addome – che vengono inviate telematicamente all’ospedale per essere esaminate – che sorvegliare i corrieri e aspettare che si liberino degli ovuli naturalmente. Gli ovulatori vengono trattenuti in una cella video-sorvegliata e dotata di un “drug-loo”, uno speciale water che raccoglie gli ovuli, pulendoli e disinfettandoli.

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Alberto Francavilla