SALERNO – Prima notte in carcere per Mario De Pasquale 27 anni e Tiziano Alacqua, 35 anni, ritenuti dagli investigatori i responsabili dell'agguato avvenuto ad Eboli nella notte tra sabato e domenica, e costato la vita a Maria Ricci e il ferimento del marito Giovanni Caifa.
I due arrestati saranno interrogati nel prossimi giorni nel carcere di Salerno, dove da ieri sera sono rinchiusi con l'accusa di omicidio volontario e tentativo di omicidio.
La furia assassina sarebbe stata scatenata da vecchi rancori di vicinato. Dicerie e voci su vicende private, che alla fine hanno spinto i due a dare una lezione a Maria Ricci, conosciuta nel centro storico come 'la napoletana', per il suo spiccato accento partenopeo.
Infatti, la vittima era nata a Napoli e si era trasferita ad Eboli dopo aver sposato Giovanni Caifa, un onesto lavoratore, che si adattava a fare ogni mestiere pur di portare a casa del denaro.
Le condizioni dell'uomo, ancora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Eboli, sono stazionarie. Ma da voci che trapelano, dovrebbe farcela.
Nei prossimi giorni potrebbe essere sciolta la prognosi. Giovanni Caifa ha provato in ogni modo a parare i colpi inferti dagli aggressori. Infatti, ha riportato diverse ferite d'arma da taglio alle mani e alla schiena. Un fendente avrebbe raggiunto il 54enne alla spalla, intaccando un polmone.
Intanto, e' previsto tra mercoledi' e giovedi' l'esame autoptico sul cadavere della donna che ad un primo esame esterno presenta almeno sette ferite d'arma da taglio tra torace ed addome. Quando sul posto l'altra notte sono giunti i carabinieri il suo corpo giaceva in una pozza di sangue all'interno del portone di casa, al civico 11 di via San Lorenzo.
Il lavoro di intelligence dei carabinieri ha consentito di fare subito chiarezza su quanto accaduto. I militari del reparto operativo e della locale compagnia, nonche' i colleghi della sezione investigativa scientifica si sono posti messi al lavoro.
Nell'abitazione di uno dei due arrestati, poco distante dal luogo dell'agguato, sarebbero stati rinvenuti abiti insanguinati che ora sono al vaglio dei tecnici del laboratorio dei militari.
