ROMA, 15 FEB – ''Per molte imprese di costruzioni italiane, in prevalenza di piccole dimensioni, il 2012 sara' un anno di transizione per la ripresa del settore: ben il 40,5%, infatti, dichiara che questo sara' l'anno fondamentale per porre le basi che porteranno al superamento della crisi, mentre solo il 3,3% si aspetta gia' da quest'anno una ripresa''. Le previsioni sul giro d'affari non sono rosee: ''per il prossimo semestre il 59,8% delle aziende prevede un ulteriore calo del fatturato e solo l'15,2% un incremento''. E' quanto emerge dall'indagine commissionata da Ros, societa' partecipata da Fiera Roma e Senaf, in occasione della presentazione della quinta edizione di Expoedilizia (Fiera Roma, dal 22 al 25 marzo) su un campione di 301 imprese di costruzioni italiane, nella maggioranza dei casi, di piccole dimensioni (75,8%) con al massimo 9 dipendenti.
Per quanto riguarda il fatturato 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, la ricerca evidenzia ''lo stato di difficolta' delle imprese del settore con il 59,5% che ha registrato una contrazione del proprio giro d'affari: di queste, il 37,9% conferma un calo superiore al 10%; il 18,6% un incremento e quasi il 22% ha consolidato i risultati raggiunti nel 2010''. Tra i possibili driver di crescita – spiega lo studio – le imprese segnalano la strada della riqualificazione degli edifici, mentre, sul fronte del mercato del lavoro, l'opinione del campione ''si presenta in forma quasi dicotomica: da una parte il 51,2% delle aziende che crede di poter mantenere (45,2%) o addirittura aumentare il numero degli addetti (6%), e dall'altra, con una quota lievemente inferiore (48,8%), chi invece reputa che sara' necessario ricorrere a tagli del personale''. Il comparto edile italiano, secondo i dati Movimprese, conta, nel quarto trimestre del 2011, 828.767 imprese di costruzioni attive, in calo dello 0,2% rispetto al 2010. Le regioni che evidenziano un incremento del numero di aziende sono la Liguria (+2,2%), il Lazio (+0,8%), l'Abruzzo (+0,6%) e la Puglia (+0,5%). Al contrario, la Valle d'Aosta (-1,9%) e l'Umbria (-1,5%) hanno segnato, in percentuale, la piu' alta contrazione.