L’elettrobisturi prende fuoco e la paziente distesa sul lettino della sala operatoria rimane ustionata. E’ successo all’ospedale dell’Angelo di Mestre (Venezia), durante un intervento considerato di routine in Day Surgery. Sull’episodio, che risale al 27 agosto scorso ma di cui si è avuta notizia solo ora, la direzione dell’Asl 12, secondo quanto riporta La Nuova Venezia, ha avviato un’indagine tecnica per accertare eventuali lacune nelle procedure o se invece si sia trattato di un cattivo funzionamento dello strumento.
La paziente era entrata in sala operatoria per un intervento legato al controllo del dolore che prevede l’applicazione sotto la pelle, a livello lombare, di un neurostimolatore midollare. Dall’elettrobisturi però si è sprigionata una scintilla e la piccola fiammata ha intaccato il telo chirurgico, provocando ustioni di primo e scondo grado nella zona lombare della paziente.
La donna, subito sottoposta a terapia antibiotica, ha ricevuto le scuse dell’equipe sanitaria, che lunedì prossimo, il 13 settembre,  incontrerà il risk manager dell’Asl 12 a cui è stata affidata l’indagine interna per ricostruire l’episodio e accertarne le possibili cause: ”Si tratta di una procedura di routine – spiega il direttore sanitario dell’ospedale dell’Angelo Onofrio Lamanna – Dovremo capire se a causare il danno sia stata una lacuna nelle procedure e, nel caso, capire dove si è verificato l’errore, oppure se non vi sia stato una cattivo funzionamento dello strumento”.
In quest’ultimo caso, la direzione trasmetterebbe la segnalazione al Ministero e potrebbe promuovere un procedimento cautelativo nei confronti della ditta produttrice dell’elettrobisturi, anche a tutela di altri ospedali che utilizzano lo stesso strumento.
