Elia Barbetti, madre: “Esigo verità”. Amici: “Sì, l’erba…

Elia Barbetti, madre: “Esigo verità”. Amici: “Sì, l’erba…

MILANO – La madre di Elia Barbetti, il ragazzo di 17 anni morto dopo esser precipitato dal 6° piano dell’hotel che ospitava la scolaresca in gita all’Expo, vuole, esige la verità. Ancor prima di abbandonarsi a una disperazione fatalmente irrimediabile: “Esigo chiarezza, voglio capire come è morto mio figlio. Lo pretendo da tutti, dalla scuola, dagli inquirenti. Andrò fino in fondo”, chiede Sara Rabà.

Tornano purtroppo in mente le ricostruzioni abborracciate, tutte le ipotesi e le congetture che seguirono quell’altra morte, quell’incidente quasi fotocopia occorso sempre a Milano e sempre alla gita scolastica per vedere l’Expo in cui a morire fu Domenico Maurantonio.

Gli inquirenti: “caduta accidentale”. Questa volta, però, il dramma del ragazzo amato da tutti, il campioncino e trascinatore benvoluto, sembra destinato ad essere spiegato – se si può spiegare l’assurdità della morte di un giovane appena affacciatosi alla vita adulta – con una verità processuale più rapida e si spera definitiva. I primi riscontri (bisogna aspettare i risultati dell’autopsia) fanno propendere gli inquirenti per l’incidente, la “caduta accidentale”.

Forse Elia si è sporto per vomitare, in ogni caso il parapetto era pericolosamente basso per un ragazzo alto 1 metro e 80. Qualche dubbio resta sul punto di caduta, 5 metri più avanti rispetto alla finestra, distanza comunque giudicata compatibile.

I compagni confermano: “Erba e alcol la sera prima”. I compagni di classe, in particolare i tre che dividevano la stanza con lui e che non si sono accorti di niente, hanno fornito spiegazioni attendibili, soprattutto concordanti. Senza omettere nulla, nemmeno il largo consumo di alcolici della sera precedente accompagnato dall’uso di marijuana, portata direttamente da Cecina e fumata in quantità.

Quando all’alba, dopo il ritrovamento in strada del ragazzo, la Polizia ha bussato alla stanza di Elia, i tre compagni dormivano pesantemente, quasi non si svegliavano, a conferma della notte di baldoria e del festino improvvisato.

Published by
Warsamé Dini Casali