Embioni dispersi al San Filippo Neri, Codacons: "Ipotesi omicidio colposo"

ROMA – Una serie di reati relativi alla distruzione degli embrioni, come omicidio colposo e lesioni gravi. E' quanto ipotizzato dal Codacons in un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma sulla vicenda del guasto al Centro di procreazione medicalmente assistita dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma che ha portato alla distruzione di 94 embrioni, 130 ovociti e cinque campioni di liquido seminale.

Secondo l'Associazione potrebbero emergere eventuali responsabilità a carico "della Regione Lazio, nella persona del presidente, a carico dell'Asl territorialmente competente, ma anche della struttura ospedaliera San Filippo Neri e della Air Liquide Sanità Service''. Per il Codacons sono da valutare anche i danni per una eventuale "malattia fisio-psichica determinata a carico delle persone coinvolte a carico dello stress conseguito all'evento e con probabili conseguenze permanenti". Secondo l' Associazione "deve essere considerato lo stesso tipo di danno per la morte di un embrione all'interno di una donna incinta".

"La questione etica su cosa possa rappresentare un embrione non ci interessa – ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Sappiamo solo che queste coppie hanno ricevuto un grave danno e noi le difenderemo legalmente". Tra le circa otto coppie che si sono rivolte al Codacons, alcune non hanno mai avuto figli e qualcuna non potrà più averli.

Il risarcimento in questo caso potrebbe arrivare ad un milione di euro per ogni componente della coppia. "Stiamo già pensando di adottare un bambino – spiega Stefano, marito di una delle coppie danneggiate che si è rivolta al Codacons – Ad aprile avevamo programmato il reimpianto di un embrione. Ma poi si è verificato l'incidente. Non credo che ci riproveremo, a causa del rischio per la salute di mia moglie e dei costi che prevederebbero ulteriori cure, visto che dopo i 42 anni un tipo di intervento del genere è permesso solo nelle cliniche private". Ma c'è anche chi "l'ha scampata", come Monica, 38 anni, che grazie al Centro di Procreazione assistita è al sesto mese di gravidanza, essendo riuscita ad impiantare l'embrione alcuni mesi prima dell' incidente.

In generale, le coppie assistite dal Codacons, hanno fatto quadrato attorno all'Ospedale San Filippo Neri, e nonostante l'incidente la ritengono "una struttura d'eccellenza, dove a differenza delle cliniche private non si è mai fatta alcuna speculazione".

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Daniela Lauria